Uno sguardo cattolico sul presente

Educare il cuore

Il dato preoccupante dell'accesso dei minorenni alla pornografia non può essere affrontato solo da una prospettiva normativa: è necessaria una formazione all'affettività in famiglia.

Montserrat Gas Aixendri

10 febbraio 2024

Qualche giorno fa ho letto con interesse la notizia dell'approvazione di una legge per la protezione completa dei minori su Internet.

Uno degli obiettivi perseguiti è quello di limitare l'accesso alla pornografia da parte di minori. È in corso un lavoro specifico per sviluppare un sistema pilota di verifica dell'età per l'accesso a siti web con contenuti per adulti.

Secondo gli studi di organizzazioni di esperti7 adolescenti su 10 usano pornografia regolarmente in Spagna, e il 53,8% dei giovani tra i 12 e i 15 anni dichiara di aver guardato pornografia per la prima volta tra i 6 e i 12 anni.

È anche noto che l'accesso precoce a questo tipo di contenuti ha gravi conseguenze: distorsione della percezione della sessualità, sviluppo di comportamenti inappropriati e violenti, impatto sul modo di stabilire relazioni intime, ecc. Inoltre, è noto che esiste un serio rischio di dipendenza.

Tuttavia, limitare l'accesso a tali contenuti senza educare il cuore è solo un palliativo.

Il modello educativo in questo ambito, almeno nelle scuole pubbliche, propugna una visione liberale della sessualità, svincolata da qualsiasi criterio etico: promuove un'informazione decontestualizzata fin dalla più tenera età, insegna ai giovani a lasciarsi trasportare dagli impulsi e incoraggia una sessualità del divertimento, che non prepara all'amore.

La realtà stessa, come i recenti casi di stupro, rivela sempre più spesso le conseguenze di un approccio non corretto a questo tema. Ci aspettiamo dai giovani un comportamento eroico, per il quale non li stiamo formando.

Le autorità pubbliche sembrano perse nell'ideologia e non sanno - o non vogliono - vedere la realtà. Pensano che l'aggressività si prevenga vietando i comportamenti o inasprendo le pene, mentre in realtà, se non si educa il cuore, se non si insegna ai giovani ad amare, si ottiene ben poco.

Si impara ad amare amando. E impariamo meglio da chi ci ama incondizionatamente. Ecco perché il ruolo della famiglia nella formazione dell'affettività è decisivo. Non solo spiegando i contenuti, ma soprattutto attraverso il modello che offre ai figli e alle figlie con il proprio stile affettivo.

Se i genitori e le scuole non svolgono questo ruolo, lasciano la strada aperta alla ricerca di informazioni su Internet, sui social network o dai coetanei.

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