Uno sguardo cattolico sul presente

Letture della domenica 12a domenica del Tempo Ordinario

Andrea Mardegan commenta le letture della 12ª domenica del Tempo Ordinario 

Andrea Mardegan

16 giugno 2021

Arriva la sera e Gesù ha predicato sulla riva del lago, ha raccontato diverse parabole, poi le ha spiegate ai suoi discepoli in privato; ha guarito i malati, ha scacciato i demoni.

Folle di persone sono venute da lui: non ha avuto nemmeno il tempo di mangiare. È molto stanco, ma non se ne cura e lo dice ai suoi discepoli: "Passiamo all'altra riva".. È l'Oriente, abitato da popoli pagani. Gesù non si dà pace e vuole andare in altri villaggi a portare la sua parola. I discepoli mandano via la folla e lo portano via. "con loro, come lo ero io, nella barca", salvandovi nuovi posti di lavoro.

Proprio "com'era": logorato dalla fatica. Gesù, confidando nella sua esperienza di pescatore, si arrende, non ne può più e, ora che altri pensano a remare e a governare la barca, si avvicina al cuscino di poppa, si appoggia e crolla in un sonno profondo. 

Papa Francesco ha sottolineato il 27 marzo 2020 in Piazza San Pietro che questa è l'unica volta in cui il Vangelo descrive Gesù che dorme. Nella sua essenza, a parte i pasti e le cene, il Vangelo non si sofferma tanto a descrivere gli aspetti della vita quotidiana del Signore. I pochi che racconta ci aiutano molto: lo percepiamo più vicino alla nostra vita. Sullo sfondo di questa narrazione c'è la storia di Giona che dorme con il mare in tempesta, ma la discontinuità è che qui il protagonista addormentato è lo stesso che calma la tempesta con il suo comando. Solo Dio comanda il mare, i venti e le tempeste, come ci ricorda Giobbe: "Chi ha chiuso il mare tra due porte, quando è uscito impetuoso dal grembo di sua madre, quando l'ho rivestito di nubi e l'ho avvolto in una nube oscura, quando ho posto un confine? Oppure, come racconta il salmista: "La tempesta si placò nel silenzio, le onde del mare tacquero. Alla vista della calma si rallegrarono ed egli li condusse al tanto sospirato porto." (107, 28-30). 

I discepoli hanno un po' di fiducia in lui e lo risvegliano per salvarli, ma sulla base della diffidenza: "Non ti importa che ci siamo persi? La loro fede non è ancora piena e salda, come dice loro Gesù: "Non avete ancora fede?". Gesù ordina al mare di calmarsi, come al diavolo di uscire dall'uomo nella sinagoga: Marco usa lo stesso verbo (cfr. Mc 1, 25). È comprensibile che si chiedano: "Chi è?". Fanno un passo avanti verso la fede che Gesù si prende davvero cura di loro e si preparano a vederlo dormire sulla croce e nel sepolcro. Anche lì faranno fatica a credere che la tempesta della croce si risolverà nella calma della risurrezione. 

Questo episodio ci aiuta a chiedere al Signore di aumentare la nostra fede nella potenza di Dio, che si manifesta nella debolezza dell'umanità che il Verbo incarnato ha voluto prendere su di sé, e in quella della sua Chiesa, nelle tempeste della storia.

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