Uno sguardo cattolico sul presente

Cabrini, l'italiana che rivoluzionò New York

La vita della prima santa cittadina americana, Francisca Javier Cabrini, arriva nelle sale con la regia di Alejandro Monteverde in un film di singolare bellezza fotografica e musicale.

Paloma López Campos

3 aprile 2024

Cabrini
Ancora dal film "Una donna italiana (Cabrini)" (Angel Studios)

Il primo cittadino statunitense ad essere canonizzato ha già una film. Sotto la direzione di Alejandro Monteverde ("Sound of Freedom", "Bella" o "Little Boy"), arriva sugli schermi la biografia del santo italiano. Francisca Javier Cabrini.

Insieme ad altre sei compagne, Madre Cabrini fondò l'ordine delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Come superiora, voleva portare la missione in Oriente, per prendersi cura dei bambini bisognosi. Tuttavia, su richiesta di Papa Leone XIII, finì per recarsi negli Stati Uniti, in particolare a New York, per iniziare il lavoro sociale con i bambini orfani dei "Five Points".

Dopo molti ostacoli e un duro processo di adattamento alla vita americana, così ostile agli immigrati italiani, Madre Cabrini riuscì a espandere la sua opera di accompagnamento e cura dei più vulnerabili in molte città degli Stati Uniti. Alla fine adottò la cittadinanza americana e morì a Chicago all'età di 67 anni.

Ancora dal film "Una donna italiana (Cabrini)" (Angel Studios)

Fotografia e colonna sonora impeccabili

Alejandro Monteverde ritrae la vita appassionata di questa suora in un film che è uscito l'8 marzo negli Stati Uniti e arriverà in Spagna il 10 maggio. Il film ha come protagonista Cristiana Dell'Anna, che interpreta meravigliosamente il ruolo. La fermezza della Cabrini si riflette negli sguardi della Dell'Anna, facendo sì che lo spettatore non possa fare a meno di ammirare questa donna coraggiosa che si è opposta a un'intera società.

La fotografia di Gorka Gómez Andreu è visivamente magnifica. Passando da Roma a New York, le scene sono particolarmente belle. Accompagnato dalla colonna sonora di Gene Back, è difficile rimanere indifferenti davanti allo schermo.

Tuttavia, la sceneggiatura scritta da Alejandro Monteverde e Rod Barr fa perdere al film parte del suo fascino. È un peccato che momenti di una storia così commovente e con un grande potenziale di ispirazione per il pubblico si perdano nei dialoghi.

Le immagini e la musica raccontano la vita di Madre Cabrini molto più della sceneggiatura, che è difficile da seguire. Tuttavia, ci sono frasi che lasciano pensare lo spettatore e gli articoli scritti e letti ad alta voce dal personaggio Theodore Calloway, un giornalista del "New York Times", riflettono magnificamente il lavoro delle missionarie. Questi interventi "fuori campo" aiutano davvero a capire la grandezza di ciò che Francisca Cabrini e i suoi compagni hanno fatto a New York.

Cabrini, imperfetta e ammirevole

D'altra parte, il film ritrae la durezza della vita dell'immigrato italiano, ma non si rallegra del dolore. Al contrario, il film offre una visione illuminata della sofferenza, concentrandosi su quello che il protagonista descrive nel film come un "impero della speranza". È sorprendente, tuttavia, che un'impresa così nobile non venga mostrata mentre si prega la sua promotrice, una suora ora santa.

La protagonista appare solo una volta in preghiera ed è in un momento di assoluta disperazione. Nel corso del film la Cabrini entrerà di nuovo in una chiesa, ma invece di pregare discuterà ad alta voce con l'arcivescovo Corrigan.

Nonostante ciò, la fondatrice dell'ordine missionario fa frequenti allusioni a Dio e all'importanza di considerare il prossimo come figlio del Padre. Allo stesso modo, i personaggi ripetono spesso che Cabrini deve affrontare molti problemi proprio perché è una donna. Il film compie uno sforzo ammirevole per mostrare che il sesso non è un limite per la santa, ma le sue frasi devastanti sull'argomento raggiungono a volte una durezza quasi estrema nei confronti del maschile.

Un film da non perdere

Nel complesso, il film vale la pena. Porta la difficile vita degli immigrati negli Stati Uniti ai nostri giorni e la testimonianza di madre Cabrini continua a toccare i cuori di molti. Il suo coraggio e il suo amore per i più vulnerabili sono esemplari e portano le lacrime agli occhi del pubblico quando meno se lo aspetta.

La qualità dell'immagine e del suono cancella completamente il pregiudizio che il cinema cristiano non sia all'altezza degli standard hollywoodiani, perché in questo film Monteverde ha assicurato che il prodotto finale è della migliore qualità. Il film non è perfetto, né lo era la Cabrini, e il film non ha paura di mostrarlo, ma è una storia potente, stimolante e reale. È la storia di una santa donna che non ha avuto paura di sfidare i limiti per un amore autentico ed evangelico verso i suoi figli, i vulnerabili.

Ancora dal film "Una donna italiana (Cabrini)" (Angel Studios)
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