Uno sguardo cattolico sul presente

La sete di Cristo. 3ª domenica di Quaresima (A)

Vitus Ntube commenta le letture della III domenica di Quaresima (A) corrispondente all'8 marzo 2026.

Vitus Ntube

5 marzo 2026

L'acqua e la sete dominano la liturgia di questa terza domenica di Quaresima. Nella prima lettura, il popolo d'Israele, errante nel deserto, mormora contro Mosè e, a un livello più profondo, contro Dio stesso: “... il popolo d'Israele ha sete d'acqua".“Perché ci hai fatto uscire dall'Egitto per uccidere di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?”. Nonostante fossero stati testimoni delle grandi opere di Dio, lo misero alla prova. Il luogo è chiamato Massah e Meribah, perché lì il popolo discuteva e chiedeva: “... qual è la volontà di Dio?“Il Signore è tra noi o no?".

Quanto è diverso ciò che accade a Sychar rispetto al Vangelo! Nel deserto, la sete porta al dubbio e alla ribellione; al pozzo di Samaria, la sete diventa la via della fede. Alla fine del Vangelo, il popolo dichiara: “...".“Non crediamo più per quello che dite voi; lo abbiamo sentito noi stessi e sappiamo che è davvero il Salvatore del mondo.”. Il brano evangelico è uno dei dialoghi più lunghi e ricchi di tutta la Scrittura. La conversazione tra Gesù e la Samaritana si sviluppa gradualmente, prendendo diverse svolte decisive. Inizia con una richiesta semplice e sorprendente: “...".“Dammi da bere”. La sete di Gesù dà il tono a tutto l'incontro. La donna è sorpresa: “Come puoi tu, giudeo, chiedere da bere a me, samaritano?”. Ma Gesù allarga subito il suo orizzonte: “...".“Se conoscessi il dono di Dio e chi è che dice ‘dammi da bere’, glielo chiederesti ed egli ti darebbe l'acqua viva.".

Gesù chiede dell'acqua, ma è Lui che offre effettivamente l'acqua, l'acqua viva. Mentre il dialogo si approfondisce, la donna chiede: “... che cos'è l'acqua?“Signore, dammi quell'acqua: allora non avrò più sete e non dovrò più venire qui ad attingere.”. Ciò che inizia come una richiesta a Gesù diventa il suo desiderio. L'offerta di Cristo risveglia una domanda più profonda nel suo cuore. Mentre la conversazione prosegue, Gesù le rivela la verità della sua vita: ha avuto cinque mariti e ora vive con qualcuno che non è suo marito. Dietro questa rivelazione non c'è condanna, ma compassione. Vediamo una donna segnata da un profondo desiderio, da una ricerca insoddisfatta di amore e felicità. Ha cercato ancora e ancora, eppure non ha rinunciato al suo desiderio di qualcosa di più.

La sete di Cristo, quindi, è in ultima analisi una sete che placa la nostra sete. O, per meglio dire, il desiderio di Cristo è quello di soddisfare i nostri desideri più profondi. La Samaritana rispecchia i nostri cuori. Come lei, desideriamo la felicità, l'amore, il senso della vita; e come lei, spesso cerchiamo queste cose nei posti sbagliati, anche quando l'esperienza ci dice che non ci soddisfano. Continuiamo a tornare agli stessi pozzi, attingendo acqua che ci lascia di nuovo assetati. Solo Cristo può dare l'acqua viva che soddisfa veramente, l'acqua che non ci costringe a tornare all'infinito al pozzo. Quando i nostri desideri - anche quelli terreni e temporali - sono uniti a Cristo, la sua grazia li purifica e li eleva, orientando il nostro sguardo verso l'eterno. Si realizzano così le parole di Gesù: “Chi beve di quest'acqua ha di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò non avrà più sete; l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che sgorga in vita eterna.”. Uniti a Cristo, diventiamo noi stessi sorgenti di acqua viva.

Tuttavia, affinché Cristo possa soddisfare i nostri desideri, è necessario che ci sia qualcosa da parte nostra. Dobbiamo prima riconoscere le nostre inadeguatezze. Dobbiamo ammettere che abbiamo cercato una felicità duratura in ciò che è fugace ed effimero. Gesù porta la Samaritana a riconoscere che le sue numerose relazioni non potevano soddisfarla. Questo onesto riconoscimento, questa umile confessione, colma il divario tra la sete di Cristo per noi e il suo dono di acqua viva per noi.

Spesso ci piace identificarci con un altro samaritano, il più noto Buon Samaritano. Ma oggi è con questa samaritana che dovremmo identificarci più da vicino. In lei ci rispecchiamo: uomini e donne con desideri profondi che solo Dio può soddisfare pienamente. La stagione della Quaresima ci invita ad andare oltre le cose a buon mercato con cui cerchiamo di placare la nostra sete, e a rivolgerci a Cristo stesso, l'unico che soddisfa e che ci offre la vita eterna.

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