Uno sguardo cattolico sul presente

Sinodo della Chiesa in Italia: comunità più trasparenti al Vangelo

La Chiesa italiana sta attualmente sviluppando il suo Percorso sinodale italiano, che servirà come linea guida per la prima Assemblea sinodale italiana.

Giovanni Tridente

15 settembre 2024

Sinodo della Chiesa in Italia: comunità più trasparenti al Vangelo

In coincidenza con la marcia del Sinodo universale Anche le diocesi italiane - la cui seconda e ultima sessione si aprirà il 2 ottobre e si concluderà domenica 27 ottobre - stanno vivendo un proprio "cammino sinodale" nazionale, che ovviamente non ha avuto la stessa eco di quello che sta avvenendo in Germania, ma che risponde all'attuale esigenza di coinvolgere sempre più il popolo di Dio nella vita della Chiesa.

Tre fasi

Articolata in tre fasi - Narrativa, Sapienza e Profetica - l'esperienza promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana si è aperta nell'ottobre del 2021, rilanciando le proposte di "ascolto e raccolta della vita delle persone, delle comunità e dei territori", già avanzate a livello universale dal Sinodo dei Vescovi. L'anno successivo, nel 2022, una serie di "priorità" sono state identificate e convalidate dall'Assemblea generale della Conferenza episcopale. 

È seguita quella che è stata definita la "fase sapienziale", che ha chiamato tutte le diocesi italiane a riflettere su cinque macro-questioni, emerse dalla fase di ascolto del biennio precedente: la missione secondo lo stile della prossimità; il linguaggio e la comunicazione; la formazione alla fede e alla vita; la sinodalità permanente e la corresponsabilità; infine, il cambiamento delle strutture.

Esigenze emergenti

Gli orientamenti di questa fase sottolineavano la necessità di "aprire strade affinché tutti abbiano un posto nella Chiesa, indipendentemente dalla loro condizione socio-economica, dall'origine, dallo status giuridico, dall'orientamento sessuale". Inoltre, il documento sottolineava la necessità di "ripensare la formazione iniziale dei sacerdoti, superando il modello di separazione dalla comunità e favorendo modalità di formazione comune tra laici, religiosi e sacerdoti". 

Uguale attenzione deve essere posta - si legge nel testo - al "reale riconoscimento del significato e del ruolo delle donne all'interno della Chiesa, già preponderanti di fatto, ma spesso immerse in quell'ufficialità che non permette di apprezzare veramente la loro dignità ministeriale".

Verso l'Assemblea sinodale italiana

In questi mesi, dunque, inizia l'ultima fase del percorso sinodale italiano, che sarà anticipata dalla presentazione dei cosiddetti "Lineamenti" che il Comitato Nazionale presenterà al Consiglio Episcopale Permanente e che serviranno da orientamento per la prima Assemblea Sinodale Italiana, in programma a Roma dal 15 al 17 novembre.

La bozza di testo sottolinea la necessità di "trovare gli strumenti per concretizzare il sogno di una Chiesa missionaria, e quindi più accogliente, aperta, agile, capace di camminare con la gente, umile", come ha comunicato nei giorni scorsi lo stesso Comitato nazionale. 

Attenzione al narcisismo degli autori

Da parte sua, il presidente della Conferenza episcopale italiana, il card. Matteo Maria Zuppicommentando il lavoro svolto - "bello e importante" - ha incoraggiato a guardare "con coraggio al futuro della Chiesa e del mondo per annunciare la presenza del Signore che rende piena la vita delle persone", comprendendo che bisogna guardarsi dal "narcisismo autoritario, che è nemico della sinodalità perché mette alcuni contro altri, vuole mettere alcuni al di sopra di altri e umilia la comunione, premessa e frutto della sinodalità".

I temi che caratterizzano questa volta il testo dei "Lineamenti" sono la formazione, la corresponsabilità, il linguaggio, la comunicazione e la cultura, e servono a "focalizzare l'attenzione su alcuni meccanismi che sono appesantiti o arrugginiti nella Chiesa per sbloccarli", ha spiegato l'arcivescovo Erio Castellucci, che presiede il Comitato nazionale del Cammino sinodale. In fondo, "la questione non è cosa deve cambiare nel mondo, ma cosa deve cambiare in noi affinché le comunità diventino più trasparenti al Vangelo".

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