Uno sguardo cattolico sul presente

Il Papa invita a “alzare lo sguardo” con amore e rispetto, e vede nelle Canarie “una chiave di dialogo” 

Leone XIV ha espresso nuovamente la sua gratitudine, durante l’udienza odierna, per il viaggio apostolico in Spagna e per la fede del popolo spagnolo. Tra le sue riflessioni, vede nelle Canarie una chiave per guardare le persone e il mondo con “gli occhi di Dio: amore, rispetto e compassione”, e per promuovere “il dialogo tra le persone e i popoli”.   

Redazione Omnes

17 giugno 2026

Il Papa con alcuni migranti, con un bambino in braccio, a Tenerife, in Spagna.
Papa Leone XIV tiene in braccio un bambino migrante presso il centro di accoglienza “Las Raíces”, a Tenerife (Isole Canarie, Spagna), il 12 giugno 2026, durante il suo viaggio apostolico in Spagna (Foto di OSV News/Borja Suárez).

Il Santo Padre ha espresso nuovamente la propria gratitudine durante la Pubblico di questa mattina in occasione del suo viaggio apostolico in Spagna, “un paese europeo dalla tradizione cattolica antica e ricchissima”, ha affermato.

Il Papa è stato accolto ovunque “con entusiasmo e disponibilità all’ascolto”, e “ringrazio Dio per questo, nonché tutto il popolo spagnolo, il Re e le autorità civili, i vescovi e le comunità ecclesiali. Il popolo di Dio mi ha confortato grandemente con la festosa manifestazione della sua fede e del suo affetto”.

Da parte sua, ha aggiunto, “ho rassicurato i fedeli e, in qualità di vescovo di Roma, li ho esortati a superare ogni forma di divisione e di contrapposizione, e a coltivare sempre la comunione, il dialogo e l’unità nella diversità”. 

Tutela del patrimonio della Spagna e dell'Europa

Nelle sue riflessioni, la tradizione cattolica spagnola lo ha portato a riflettere sull'Europa. 

La partecipazione di folle numerose alle manifestazioni in Spagna, che non andava data per scontata, ha affermato, esprime, innanzitutto, “la fede del popolo spagnolo; allo stesso tempo, ritengo che manifesti il bisogno diffuso di ritrovarsi uniti su un fondamento vero e profondo, non ideologico né di interesse parziale”.

“Quel fondamento che solo Cristo, in ultima analisi, può garantire e che il Vangelo, attraverso le necessarie “inculturazioni”, può trasmettere alla vita dei popoli”.

Il Santo Padre ha ricordato che a Madrid e a Barcellona ci siamo riuniti nelle grandi cattedrali, così come negli stadi ultramoderni, oltre a recitare il Santo Rosario nell’abbazia di Montserrat e a celebrare nella Sagrada Familia, simbolo maestoso, sinfonia di pietra e di luce che parla a tutti del mistero cristiano. 

Papa Leone XIV abbraccia un bambino che gli ha posto alcune domande durante un incontro con i rappresentanti delle organizzazioni caritative e di assistenza sociale diocesane nella parrocchia di Sant Agustí, a Barcellona (Spagna), il 10 giugno 2026. (Foto di CNS/Lola Gómez).

L'incontro tra antico e moderno

E ha subito sottolineato che “questo incontro tra antico e moderno, tra tradizione cattolica e cultura contemporanea, mi ha fatto percepire direttamente l’identità propria dell’Europa, la sua inestimabile ricchezza, come realtà attuale, non superata». 

“Si tratta di un patrimonio che va custodito con cura, per poterlo investire nel mondo di oggi, con le sue sfide storiche: la pace, l’ecologia integrale, lo sviluppo equo e sostenibile, il rispetto della dignità umana”.

Chiavi di lettura delle Canarie

Il Successore di Pietro ha rivelato che è stato proprio nell’ultima tappa del suo itinerario, nelle Isole Canarie, che ha trovato “una chiave di lettura generale”. 

Un elemento chiave che è stato loro offerto, “da un lato, dalla stessa posizione geografica dell’arcipelago; dall’altro, dalla realtà di una Chiesa locale che accoglie un gran numero di migranti forzati, provenienti soprattutto dall’Africa”.

“Il fenomeno migratorio è complesso e richiede piani d’azione organici e concertati”, ha proseguito nella sua riflessione. 

E questa chiave di lettura “ci fa comprendere che siamo chiamati a rileggere il Vangelo nel mondo di oggi, scambiandoci i doni delle nostre rispettive culture e, in particolare, i frutti che in esse produce la fecondità del messaggio di Cristo”. 

Il dialogo tra le persone e i popoli, la fratellanza

Uno di questi frutti è “proprio il dialogo tra le persone e tra i popoli”, ha sottolineato, “l’incontro in spirito di fratellanza, che permette di scoprire e apprezzare reciprocamente i valori di cui l’altro è portatore. Questo cammino non è facile; richiede buona volontà e l’aiuto di Dio, ma è il cammino che conduce alla civiltà dell’amore. 

“Alziamo lo sguardo! Impariamo da Gesù” 

Cari fratelli e sorelle, ha concluso il Papa, “il motto di questo viaggio apostolico era “Alzate lo sguardo” (cfr. Gv 4,35). Sono parole che Gesù rivolge ai suoi primi discepoli per insegnare loro a vedere nelle persone e nelle folle il desiderio di vita, di verità, di pienezza. 

“Il Signore ripete queste parole, a me per primo, e con la sua grazia l’ho sperimentato durante il viaggio. Oggi vorrei condividere con voi questo invito: alziamo lo sguardo! Impariamo da Gesù a guardare il prossimo, le persone, il mondo, “con gli occhi di Dio”, cioè con amore, rispetto e compassione”.

Iran-Stati Uniti: “”È sempre meglio ricorrere al dialogo e alla negoziazione»

Ieri sera, all’uscita da Castel Gandolfo per tornare a Roma, il Papa ha risposto ad alcune domande dai corrispondenti, sulle riunioni del G7 e sull'accordo preliminare di pace tra Stati Uniti e Iran.

“Negoziati… Grazie a Dio, almeno c’è questo memorandum che, a quanto si dice, verrà firmato ufficialmente venerdì”, ha commentato il Papa. “Ci saranno ancora diversi punti da definire, ma è sempre meglio farlo attraverso il dialogo e la negoziazione, piuttosto che tornare alla guerra”. 

“L’auspicio è che ”sia davvero una soluzione alla guerra, che la guerra sia davvero finita e che possiamo andare avanti per il bene di tutti. Eliminare le armi nucleari, certo, ma anche cercare il bene di tutti i popoli, cercare di risolvere i problemi, anche a livello economico e sociale, che si sono creati in questo periodo”», ha affermato.

Questa mattina ha ribadito lo stesso concetto al termine dell'udienza, sottolineando di accogliere con soddisfazione l'accordo e ha ringraziato tutti i paesi che vi hanno partecipato per l'impegno profuso.

Ha invece reagito alle notizie sull’Ucraina, invitando a pregare “affinché questa guerra finisca” e “si aprano le vie del dialogo, che rendano possibile una pace giusta e duratura”.

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