"Una delle ispirazioni più belle della Chiesa è la GMG".

Le Giornate Mondiali della Gioventù hanno celebrato il loro 40° anniversario lo scorso aprile. Quattro decenni di incontri di preghiera, fede e gioia da cui sono nate molte vocazioni.

Immagine di Hernan Sergio Mora

17 aprile 2024

3 min de lectura

In questo mese di aprile ricorre il 40° anniversario del primo invito di Papa Giovanni Paolo II ai giovani, dando loro la croce della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) in Piazza San Pietro nell'Anno Santo della Redenzione, piantando così il primo seme di questo grande evento.

A Roma si sono svolte diverse attività per commemorare l'anniversario, tra cui una veglia, due messe e una processione con la croce della GMG in Piazza San Pietro.

"Una delle ispirazioni più belle della Chiesa contemporanea sono le Giornate Mondiali della Gioventù", ha detto a Omnes il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l'Educazione, in un'intervista prima dell'inizio della Messa del 13 aprile 2024.

Il Cardinale Mendonça durante la Messa del 13 aprile

"Papa San Giovanni Paolo II ha interpretato molto bene i tempi e ha visto la necessità, nel nostro momento storico, pensando al presente e al futuro della Chiesa, di prestare particolare attenzione ai giovani, creando all'interno dell'esperienza ecclesiale, uno spazio prioritario per il protagonismo dei giovani", ha aggiunto. "Oggi, a distanza di 40 anni, dopo Papa Benedetto XVI e ora con Papa Francesco - ha proseguito il cardinale - percepiamo che le giornate sono un grandissimo contributo all'esperienza di fede dei giovani.

Anche perché possano diventare - come diceva San Giovanni Paolo II - i primi evangelizzatori di altri giovani".

Interrogato sui frutti vocazionali della GMG, il cardinale Tolentino ha ritenuto che "le Giornate sono uno degli aspetti più belli, perché l'aumento delle vocazioni maschili e femminili - e anche del matrimonio - è stato uno degli effetti più potenti nelle città e nei Paesi in cui la GMG è stata celebrata".

Penso", ha detto il Cardinale, "che ogni Giornata Mondiale della Gioventù lasci un segno indimenticabile nel cuore dei giovani, che si manifesta nella triplice gioia di essere Chiesa, di credere in Gesù Cristo e di annunciarlo.

Ricordando al Cardinale che quando San Giovanni Paolo II convocò la GMG, alcuni profeti di sventura dissero che sarebbe stato un pericolo mettere insieme tanti giovani, il Cardinale ha risposto:

"La cosa straordinaria è vedere che i giovani hanno dato e continuano a dare una grandissima testimonianza al mondo, di rispetto reciproco, di preghiera insieme in mezzo alla strada, di testimonianza di Cristo in modo sereno ed entusiasta".

Il Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo (CSL) ha ospitato la celebrazione sabato 13 aprile. L'evento è stato promosso dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e dalla Fondazione "Giovanni Paolo II per la Gioventù", con la partecipazione di vari movimenti giovanili, come la Comunità cattolica Shalom, che ha offerto un intrattenimento musicale, i Francescani, i Legionari di Cristo, i seminaristi polacchi e altri presenti.

Domenica, il cardinale Lazarus You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero, ha presieduto la Messa presso il Centro Internazionale della Gioventù San Lorenzo. La presenza dei due cardinali, uno portoghese e l'altro coreano, ha simboleggiato il ponte tra l'ultima GMG di Lisbona e la prossima del 2027 a Seoul.

La prima GMG

Il 14 aprile 1984, 300.000 giovani provenienti da tutto il mondo arrivarono a Roma, ospitati da circa seimila famiglie romane, il primo raduno di massa di giovani. Dopo la consegna della Croce in Piazza San Pietro, la croce è diventata il simbolo della GMG, affiancata dall'icona della Salus Populi Romani, il Santo Patrono di Roma, donato anche da San Giovanni Paolo II.

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