Uno sguardo cattolico sul presente

“La svolta cattolica è reale e sorprendente”

La presenza dei credenti nella società è stata il tema centrale dei corsi estivi del CEU.

Jose Maria Navalpotro

24 luglio 2026

Corsi estivi CEU
Da sinistra a destra, Borja Martínez-Echevarría, José Francisco Serrano, Teresa Herranz e Rafael Murillo, che partecipano ai corsi estivi del CEU a El Escorial

“La svolta cattolica è reale e sorprendente, e ci sono dati che lo dimostrano”, affermava qualche giorno fa a El Escorial il giornalista e storico José Francisco Serrano Oceja. Dopo l’apoteosi rappresentata dalla visita del Papa, questa realtà sembrava ormai un dato di fatto, ma si potrebbe pensare che forse ci sia un po“ di eccessivo ottimismo in tale affermazione. Tuttavia, sono sempre più numerosi i dati che attestano la cosiddetta ”rinascita religiosa».

Questo tema, insieme alla presenza dei cattolici nella società, è stato al centro di diversi corsi estivi organizzati dall’Università CEU San Pablo a El Escorial. “Abbiamo vissuto un periodo storico in cui ci siamo allontanati da Dio, ma sembra che le cose stiano cambiando”, ha confermato Teresa Herranz, amministratrice delegata di “El Adelantado de Segovia”.

Jose Francisco Serrano, nel corso di una tavola rotonda sul tema “Fede e vita pubblica, una questione di coerenza”, ha spiegato che tale svolta cattolica trova riscontro nei dati di uno studio condotto quest’anno dalla Fondazione Pluralismo e Convivenza, che fa capo al Ministero della Presidenza. Il cambiamento verso il cattolicesimo, secondo i sondaggi, si registra soprattutto nella fascia degli uomini tra i 18 e i 32 anni. “Si tratta di una novità storica”, ha sottolineato Serrano, poiché finora erano solitamente le donne ad essere più vicine alla religione.

A questo proposito, è opportuno ricordare che nel Rapporto Giovani spagnoli 2026, la decima edizione dello studio generale sulla gioventù condotto dalla Fondazione SM, mostra che la religione sta guadagnando terreno come valore importante per i giovani. Da una posizione marginale, raggiunge il livello di importanza più alto mai registrato da quando vengono redatti questi rapporti: attualmente, il 38,4 % dei giovani considera la fede “abbastanza o molto importante” nella propria vita.

Inoltre, la percentuale di giovani che si identificano come cattolici — compresi i non praticanti — passa dal 31,6 % del 2020 al 45 % del 2025, mentre diminuiscono le posizioni esplicitamente non religiose (agnostici e non credenti).

Nel corso di un’altra tavola rotonda tenutasi nell’ambito del corso del CEU “Un progetto di bene comune per la Spagna‘, Pablo Sánchez Garrido, segretario per le cause di canonizzazione dell’Associazione Nazionale dei Propagandisti, ha fornito ulteriori precisazioni su tali dati. Ha avvertito che, sebbene si registri una rinascita della religiosità, altri dati continuano a destare preoccupazione, come quelli relativi al calo dei matrimoni canonici, alla pratica dei sacramenti e al numero di casi di aborto ed eutanasia. Tuttavia, ha aggiunto a titolo di osservazione: ’Il fatto che questa rinascita della fede preoccupi quotidiani come ”El País” non è una cosa negativa».

Contro il clericalismo

Serrano, docente di Giornalismo all’Università CEU San Pablo, storico e editorialista, ha sottolineato nel suo intervento la necessità di coerenza da parte dei cattolici. “Crediamo davvero nel Concilio Vaticano II? Esso parla dell’autonomia delle realtà temporali, della presenza del cristiano nella società, della sua vocazione all’apostolato, che nasce dalla sua condizione di battezzato”. Tuttavia, ha ammesso, “non so se questa consapevolezza sia davvero penetrata”. 

Ha spiegato che continua a esistere un clericalismo, che consiste in una situazione in cui “i fedeli sono stati ”espropriati“. In altre parole, vivevamo comodamente in un regime di cristianità, in cui la società era religiosa per inerzia. Ma quella situazione non esiste più”. Ha riconosciuto che la società spagnola continua ad avere radici cattoliche, «ma è giunto il momento dei laici, nell’ambito dell’autonomia dell’azione del laicato».

Serrano ha sottolineato due aspetti che ha imparato riguardo all’impegno nella vita pubblica in quanto credente: “In primo luogo, che la vita cristiana è un continuo ‘nunc coepi’, un ricominciare da capo”; e in secondo luogo, che l’importante è stringere amicizie. Innanzitutto, diventare amici di Dio. E creare un mondo di amicizia”.

Coerenza cristiana

In quell’occasione è intervenuto anche il giornalista e regista Borja Martínez-Echevarría, il quale ha affermato di sperare che il cosiddetto “momento cattolico” contribuisca a “liberarci dal clericalismo”.

Ha inoltre sottolineato che, quando si parla di scarsa pratica religiosa, occorre tenere conto di alcuni dati che sfumano tale affermazione, come ad esempio il fatto che solo nel comune di Madrid si celebrino più di mille messe la domenica.

Parlando della coerenza tra fede e vita pubblica, ha illustrato la sua esperienza personale. Dopo essersi dedicato al giornalismo, ora realizza film (è regista, ad esempio, di un documentario su Medjugorje e di un altro su Eugenia, una bambina affetta da paralisi cerebrale), spinto da una missione evangelizzatrice. Il suo ultimo film, infatti, è incentrato sulla guarigione dall’aborto. “Certamente come investimento è stato un disastro”, ha ammesso. Tuttavia, “ho ricevuto un messaggio su WhatsApp da una ragazza cattolica che era rimasta incinta e il film l’aveva aiutata a non abortire. Questo ripaga di tutto”, ha assicurato.

Teresa Herranz, amministratrice delegata di “El Adelantado de Segovia”, ha parlato delle difficoltà che si incontrano nell’ambiente per mantenere una coerenza cristiana. Nel suo caso, ha ricordato, quando ha assunto la guida del quotidiano, ha dovuto affrontare la resistenza di alcuni redattori, che sono arrivati al punto di denunciarla all’associazione della stampa, accusandola di censura, proprio per aver cercato di correggere il clima anticattolico che regnava. Afferma di aver portato avanti il suo progetto, senza curarsi dell’opposizione.

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