Uno sguardo cattolico sul presente

Emmanuel Enwenwen: "Molti nigeriani sono ora missionari in tutto il mondo".

Emmanuel Enwenwen è un sacerdote della diocesi cattolica di Ikot Ekpene, in Nigeria. Negli ultimi anni ha seguito una formazione in Comunicazione istituzionale a Roma, grazie a una borsa di studio della Fondazione CARF.

Paloma López Campos

6 gennaio 2025

Enwenwen

Emmanuel Enwenwen è nato in Nigeria da una famiglia cattolica. All'età di 12 anni è entrato nel seminario minore e, anni dopoguidato da un ardente zelo di servire Dio e l'umanità", è entrato nel Seminario Maggiore. Dopo un decennio di formazione, è stato ordinato sacerdote il 7 luglio 2018.

Come ha scoperto la sua vocazione al sacerdozio?

-Crescere in una famiglia cattolica e in una comunità cattolica ha avuto un'influenza positiva sulla mia fede. Sono cresciuta vedendo i sacerdoti cattolici come agenti di speranza, grazie al ruolo che svolgevano nella nostra comunità. L'altruismo di questi sacerdoti che dedicavano la loro vita a servire i bisognosi e i malati è stato per me una grande fonte di ispirazione. Il desiderio di portare il messaggio di speranza alle persone nei loro momenti difficili è diventato uno zelo ardente che mi ha portato agli altari.

Qual è stata la reazione della sua famiglia e dei suoi amici quando ha detto loro che voleva diventare sacerdote?

-La loro reazione è stata positiva. Mi hanno assicurato il loro sostegno e hanno promesso di non essere mai un ostacolo al mio progresso e alla mia missione. Ho goduto di questo sostegno fino ad oggi. Devo loro un'eterna gratitudine e prego per loro ogni giorno.

Come descriverebbe la Chiesa in Nigeria?

-La Chiesa cattolica in Nigeria è rimasta una madre concentrata sulla salvezza di tutti i suoi figli. Questo ha dato molti risultati positivi, come si vede dalla frequenza alle Messe.

Questo impegno di fede si vede anche nel numero di vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa. Qualche anno fa, eravamo beneficiari di missionari che venivano a evangelizzarci. Oggi molti nigeriani sono diventati missionari in diverse parti del mondo.

Quali sono le sfide che la Chiesa deve affrontare nel suo Paese?

-La Chiesa cattolica in Nigeria deve affrontare molte sfide per adempiere alla sua missione spirituale e sociale. Uno dei problemi principali è l'insicurezza. C'è la violenza di gruppi di insorti, banditi e rapitori che attaccano il clero, i laici e persino i luoghi di culto, interrompendo le attività pastorali e diffondendo la paura. In effetti, in alcune zone del Paese, la Chiesa è diventata una facile via per il martirio.

Come vede il futuro della Chiesa in Nigeria?

-Il futuro della Chiesa cattolica in Nigeria ha un significato profondo, non solo per i fedeli, ma per l'anima stessa della nazione. Con una popolazione giovane e vivace, la Chiesa ha la capacità di rimodellare il paesaggio morale della nazione. Inoltre, con i molti giovani che frequentano i seminari e i conventi, c'è una grande speranza di continuità per il futuro.

Cosa apprezza di più della sua formazione a Roma?

-Studiare a Roma è la cosa migliore che possa capitare a un sacerdote cattolico. Oltre alle ricche possibilità accademiche, qui a Roma convergono storia e fede. Apprezzo molto il carattere multiculturale della Pontificia Università della Santa Croce, che mi ha esposto alle diverse culture del mondo. Per me si tratta di un lungo periodo di apprendimento, disimparare e reimparare.

Com'è oggi la vostra vocazione sacerdotale?

-Il dono del sacerdozio è per me una delle più grandi benedizioni che ho ricevuto da Dio. Mi considero un servo indegno a cui è stato affidato il più grande privilegio di servire il popolo di Dio. Mi sento privilegiato nel celebrare ogni giorno la Santa Eucaristia e nell'essere portatore della Buona Novella di Cristo, che è un messaggio di speranza. Non sono solo felice di essere un sacerdote, ma sono soddisfatto e grato per il privilegio di esserlo.

In che modo la formazione ricevuta attraverso la CARF Foundation vi aiuta nel vostro lavoro pastorale?

-Sono uno studente di Comunicazione sociale istituzionale. Essere un professionista nel campo della comunicazione mi fornisce molti strumenti per il mio lavoro pastorale nel mondo di oggi che cambia. Una buona comunicazione contribuisce notevolmente al successo del lavoro missionario.

La mia formazione mi dà un occhio critico per leggere la realtà che mi circonda e per comunicare un messaggio che porti speranza alle persone affidate alle mie cure. Le conoscenze acquisite qui saranno trasmesse ad altri giovani che si preparano al sacerdozio in Nigeria.

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