Uno sguardo cattolico sul presente

Il "dovere" di evangelizzare

Fin dall'inizio del suo pontificato, Paolo VI, e ora Papa Francesco, hanno sottolineato il dovere intrinseco di ogni battezzato di essere, con la sua vita, un testimone di Cristo per i suoi fratelli e sorelle.

Omnes

5 settembre 2023

evangelizzare

La catechesi di Papa Francesco del 22 marzo durante l'udienza generale è stata dedicata all'evangelizzazione.

Il filo conduttore è stato l'Esortazione Apostolica Evangelii Nuntiandi (8-12-1975), che Papa Francesco ha definito "la grande carta dell'evangelizzazione nel mondo contemporaneo". Con questa Esortazione, pubblicata un anno dopo l'Assemblea Generale ordinaria del Sinodo, Papa Montini commemorava anche il decimo anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II e chiudeva in bellezza l'Anno Santo del 1975.

L'evangelizzazione è stata un tema centrale del pontificato di Paolo VI. La sua prima enciclica, Ecclesiam Suam (6-8-1964), aveva già messo a fuoco il mandato della Chiesa nel mondo contemporaneo. Un mandato che è di natura missionaria e che si manifesta, sottolineava il Papa, nel diffondere, offrire e annunciare (cfr. ES 32).

Si tratta di un doverePaolo VI scriveva nel 1975, il dovere di evangelizzare nella fedeltà al messaggio "di cui siamo i servitori e al popolo a cui dobbiamo trasmetterlo integro e vivo" (EN 4).

Per adempiere al meglio a questo dovere, la Chiesa doveva fermarsi a riflettere seriamente e profondamente sulla sua capacità di annunciare il Vangelo e di inserirlo nel cuore degli uomini. L'itinerario aveva le sue stazioni segnate:

Prima di tutto, Gesù.

In secondo luogo, il Regno di Dio.

È seguita un'attenta lettura delle origini della Chiesa e la riscoperta della sua vocazione evangelizzatrice.

E tutto questo per "raggiungere e trasformare con la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti di ispirazione e i modelli di vita umana, che sono in contrasto con la parola di Dio e il piano di salvezza" (EN 19).

Niente di meglio della testimonianza, scriveva il Papa nel 1975, debitamente accompagnata dalla proclamazione esplicita di ciò che è centrale nella fede cristiana: la salvezza e la liberazione di Dio in Gesù Cristo.

Poi vengono i mezzi, necessariamente adeguati e correttamente ordinati al fine, che non è altro che rivelare Gesù Cristo e il suo Vangelo a tutti, e farlo in modo comunitario e in nome della Chiesa. "Gli uomini possono essere salvati in altri modi, grazie alla misericordia di Dio, se non annunciamo loro il Vangelo; ma possiamo salvarci se, per negligenza, paura, vergogna... o false idee, non lo annunciamo?" (EN 80).

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