Uno sguardo cattolico sul presente

Gli archivi di Pio XII

Con il passare degli anni e l'impiego di fondi pubblici e privati per fornire risorse e persone, vengono aperti e classificati archivi privati e istituzionali. In questo modo, aumentano i documenti necessari per scrivere la vera storia, quella fatta con le fonti.

José Carlos Martín de la Hoz

2 aprile 2019

Logicamente, i ricercatori che si dedicano alla storia contemporanea - come quella del pontificato di Pio XII - pubblicano articoli e libri e tengono conferenze, e in questo modo, a poco a poco, un'analisi un po' più completa della realtà storica, anche se sempre provvisoria, raggiunge il pubblico non specialistico. In ogni caso, la storia contemporanea richiede, oltre alla pubblicazione delle fonti, di cui abbiamo parlato, il tempo necessario per acquisire la prospettiva, l'acutezza di visione e la conoscenza approfondita dei fatti e delle loro possibili ripercussioni.

Così, in pochi anni, con quanto si sta pubblicando, la storiografia provvisoria si sta capovolgendo e i fatti della storia recente dell'Europa e della Chiesa in Europa diventano più noti e documentati, sfatando così luoghi comuni e leggende nere che tanto influiscono sulla fiducia nella Chiesa e nelle famiglie, a cui individui e istituzioni hanno un particolare diritto.

Un esempio di quanto abbiamo appena spiegato si è avuto con la recente apertura dell'ampia documentazione negli archivi vaticani riguardante il pontificato del Il Papa Pio XII, che ha fornito alla storiografia contemporanea una documentazione molto importante. 

Su questa linea, il professor Vicente Cárcel Ortí, grande conoscitore di questi archivi, ha pubblicato una serie di opere tratte da questo fondo documentario relative, ad esempio, alla posizione della Santa Sede nei confronti del governo della Seconda Repubblica spagnola, ai rapporti con il governo durante la Guerra Civile e, infine, al lungo processo e ai dubbi romani sull'accettazione dei rapporti della Chiesa con il regime franchista. È interessante, quindi, rileggere l'introduzione di Vicente Cárcel al suo volume per capire il significato dell'apertura di questi archivi, il lavoro che ha comportato e anche le misure adottate dal governo della Santa Sede. Archivio Vaticano per l'utilizzo di questi fondi (cfr. Vicente Cárcel Ortí, Pio XI. Tra la Repubblica e FrancoMadrid 2008).

La decisione della Santa Sede di aprire parte degli archivi del pontificato di Pio XII rientra in questa categoria. Come è noto, la Chiesa ha recentemente aperto gli archivi vaticani fino a Pio XI, cioè fino al 1939, quindi l'apertura fino al 1945, ad esempio, renderebbe chiaro per tutti i tempi come Pio XII e i suoi collaboratori abbiano contribuito alla pace nel mondo, alla difesa del popolo ebraico e come abbiano affrontato le ideologie totalitarie che hanno devastato l'Europa, sia il nazismo che il comunismo.

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