Uno sguardo cattolico sul presente

Con Benedetto XVI a Cuatro Vientos

Milioni di persone erano con Papa Benedetto XVI a Cuatro Vientos durante l'adorazione del Santissimo Sacramento, sotto la pioggia e il forte vento che si è alzato inaspettatamente.

Paloma López Campos

6 gennaio 2023

Benedetto a Cuatro Vientos
Benedetto XVI a Cuatro Vientos (Flickr Opus Dei / Ismael Martínez Sánchez)

Ho avuto il privilegio di stare con Benedetto XVI molte volte durante il suo pontificato: in Spagna, a Roma e a Castel Gandolfo; ma ce n'è una che ricordo vividamente - credo che non la dimenticherò mai - e che vorrei condividere con voi in questo momento in cui il cattolicesimo e il mondo intero si accomiatano dal Papa emerito, e non sempre con l'onestà che la sua figura egregia merita. E lo faccio come riconoscimento e gratitudine per il molto che ci ha dato: è il mio umile omaggio a Papa Benedetto XVI.

Prolegomeni

Torniamo a sabato 20 agosto 2011, a Madrid, durante la Giornata mondiale della pace. Giovani. Quel giorno era previsto un incontro con il Papa a Cuatro Vientos, ed è lì che i due milioni di persone arrivate al mattino si sono recate per accompagnarlo, ascoltarlo e partecipare agli eventi - quel pomeriggio Niña Pastori ha eseguito una meravigliosa Ave Maria per il Papa.

La mattina, appena arrivata da Siviglia, dove partecipavo a un corso estivo, ho preso la metropolitana per raggiungere la spianata dove si sarebbe tenuto l'incontro con il Papa; uscendo dalla stazione di destinazione, sono rimasta sorpresa dalla scena che ho trovato: fiumane di pellegrini, giovani e meno giovani, donne e uomini, provenienti da tutto il mondo - a giudicare dalle bandiere che sventolavano - che camminavano tutti verso la stessa meta: Cuatro Vientos. 

La giornata è stata soleggiata e molto calda, tanto che i vicini delle strade in cui siamo passati sono stati incoraggiati ad alleviare la nostra sudorazione con acqua in ogni tipo di recipiente, e ci hanno persino fatto la doccia con tubi dalle finestre e dai balconi. Tutte queste attenzioni disinteressate sono state accolte con enorme gratitudine. Non si vedeva una nuvola all'orizzonte.

I numerosi e diversi gruppi di pellegrini sono arrivati alla spianata e, dopo aver passato i controlli in cui ognuno doveva dimostrare di avere un invito all'evento, abbiamo occupato le rispettive piazzole o sedie riservate. Molti gruppi montano tende o ombrelli per proteggersi dal sole per il resto della giornata. C'erano anche tende sparse per tutta la spianata in cui erano custoditi con il dovuto rispetto i sacri formulari che sarebbero stati consegnati il giorno seguente nella comunione eucaristica presieduta da Benedetto XVI e che avrebbe chiuso gli eventi della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid.

A metà pomeriggio è apparsa una piccola nuvola da sud, che non ha incusso alcun timore nella gente, dato che nessuna previsione meteorologica prevedeva il minimo effetto per quel pomeriggio o per il giorno successivo; ma la nuvola è cresciuta, dapprima lentamente e poi sempre più velocemente, fino a quando l'intero cielo davanti a noi era completamente buio ed estremamente minaccioso. Improvvisamente si alzò una burrasca, poi cominciò a piovere e infine si scatenò un furioso temporale, che potremmo definire una "tempesta perfetta": il vento minacciava di far saltare in aria l'intera struttura allestita per la piattaforma e l'altare, infatti alcune porte e altri elementi furono spazzati via. Il terreno era completamente fangoso e pieno d'acqua, tutti i vestiti delle persone erano inzuppati d'acqua e si vedevano molti pregare in ginocchio nel fango.

Esposizione e adorazione del Santissimo Sacramento

A causa di questi eventi del tutto inaspettati, i commenti che si sentivano dappertutto erano del tipo che l'esposizione e l'adorazione del Santissimo Sacramento, previste come ultimo atto della serata, sarebbero state sospese; ma all'improvviso abbiamo visto la croce dell'ostensorio di Arfe apparire sulla predella e alzarsi, in mezzo a un silenzio impressionante - eravamo ancora più di un milione - fino a quando non era tutta lì, maestosa e abbagliante, in piena vista di tutti sulla predella, accanto all'altare. Si trattava dell'ostensorio di Arfe, portato da Toledo per l'occasione, una delle più belle opere di oreficeria mai realizzate.

Non mi sento in grado di descrivere quello che è successo dopo. Mi limiterò a scrivere i fatti e a lasciare che l'immaginazione di ognuno si scateni: per molto tempo, tutti inginocchiati in assoluto silenzio sul fango del terreno, abbiamo pregato e adorato il Santissimo Sacramento esposto nell'ostensorio, ognuno di noi interiormente.

Al termine della cerimonia, il Papa ci ha rivolto alcune parole calorose, ringraziandoci per la nostra presenza e incoraggiandoci a riposare prima di ritrovarci il giorno successivo per la Santa Messa. Ricordo una frase che ci disse: "Abbiamo vissuto un'avventura insieme". Ed era vero: un'avventura emozionante. 

Una spiegazione dei fatti

Ho sentito il sacerdote Javier Cremades, che faceva parte dell'équipe di organizzatori dell'evento di Cuatro Vientos e che era presente la sera di quel giorno, raccontare che i più stretti collaboratori del Papa hanno insistito per sospendere l'esposizione e l'adorazione con il Santissimo Sacramento, perché temevano che potesse accadere qualche disgrazia, a causa dei danni provocati dalla tempesta di vento alla struttura della piattaforma dove il Papa avrebbe dovuto pregare, insieme alle molte persone che lo accompagnavano - soprattutto ecclesiastici. Ma Benedetto XVI, secondo Javier, rimase fermo e diede l'ordine di innalzare l'Ostensorio di Arfe e di celebrare l'esposizione e l'adorazione del Santissimo Sacramento come previsto.

Ricordo anche che il signor Javier, a titolo personale, ci disse che era convinto che la burrasca e la tempesta di quel pomeriggio e di quella sera a Madrid fossero opera del diavolo, nel tentativo di sabotare l'evento. Questa interpretazione non è affatto da escludere; ricordiamo, come ho detto sopra, che nessuna previsione meteorologica prevedeva pioggia per quel giorno a Madrid.

La mia umile opinione su questi fatti è che Benedetto XVI era certo, in qualsiasi modo, che il demonio avesse effettivamente cercato di sabotare l'esposizione e l'adorazione del Santissimo Sacramento, e anche che nessuno si sarebbe fatto male, perché il demonio ha solo il potere di spaventare noi uomini, ma non può farci del male.

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