{"id":4013,"date":"2018-11-19T12:22:21","date_gmt":"2018-11-19T11:22:21","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/?p=4013"},"modified":"2025-05-21T13:49:36","modified_gmt":"2025-05-21T11:49:36","slug":"san-giovanni-paolo-ii-teologo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/recursos\/san-juan-pablo-ii-teologo\/","title":{"rendered":"San Giovanni Paolo II, teologo"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Cerchiamo di fare una panoramica dell'impatto teologico di San Giovanni Paolo II e di rispondere a questa interessante domanda. Se non fosse stato Papa, \u00e8 improbabile che un <a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Arquidi%C3%B3cesis_de_Cracovia\">Arcivescovo di Cracovia<\/a> Il XX secolo avrebbe occupato un ruolo di primo piano nella storia universale della Chiesa o della teologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In primo luogo, perch\u00e9 pochi possono stare al vertice: la memoria culturale collettiva pu\u00f2 contenere solo una dozzina di autori al vertice, che si rinnovano continuamente. E quella dei pi\u00f9 istruiti pu\u00f2 arrivare a cento. \u00c8 praticamente impossibile che un autore che scriveva in polacco in un periodo in cui la nazione era sottoposta a un blocco generale da parte di un regime comunista sia diventato noto, tradotto e letto in tutto il mondo. Non c'erano canali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un confronto con Paolo VI<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'elezione papale lo ha posto in primo piano nella storia e ha dato alla sua persona e al suo pensiero un significato universale. E, naturalmente, lui stesso ha svolto questo ruolo con piena consapevolezza. E qui \u00e8 d'obbligo un confronto. Quando Paolo VI fu eletto Papa, si assunse la responsabilit\u00e0 del pontificato. Per lui, il cambio di nome significava che Giuseppe Montini doveva scomparire per permettere a Paolo VI di agire come pastore della Chiesa. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 personale, compresa la sua famiglia, \u00e8 stato relegato in secondo piano. Ha sfruttato la sua pluriennale esperienza di governo per portare il Consiglio a una conclusione positiva e ha servito, ad esempio, in <em>Humanae vitae<\/em> (1968), un'opera profonda di giudizio, sempre alla ricerca della mente della Chiesa. E per questo si \u00e8 consultato molto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In confronto, la figura di Giovanni Paolo II ha qualcosa di unico: avendo vissuto nella sua vita le grandi questioni e tragedie del XX secolo, ritiene che la Provvidenza abbia forgiato nella sua anima convinzioni e orientamenti che deve portare alla Chiesa universale, che sta attraversando un momento difficile. Non perch\u00e9 gli siano venuti in mente, come farebbe un megalomane, ma perch\u00e9 sono luci dello Spirito. E questi punti, a mio avviso, sono i punti chiave del suo pontificato e dove avr\u00e0 il maggiore impatto teologico. Proviamo a esaminarli.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lo spirito e la lettera del Consiglio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo, in ordine di importanza, \u00e8 il suo intenso e diretto coinvolgimento nello sviluppo del progetto <em>Gaudium et spes<\/em>Il documento intendeva riflettere la posizione della Chiesa nel mondo moderno. Questo lo rendeva un testimone e un interprete autorevole del Concilio, evento millenario della Chiesa, in un momento di \"lotta di interpretazioni\" e di scelta tra \"riformazione e rottura\", come lo definir\u00e0 in seguito Benedetto XVI. Si pensi, ad esempio, all'immenso lavoro dello storico Giuseppe Alberigo nel ricostruire uno \"spirito del Concilio\" perfettamente al di fuori della lettera approvata nei documenti: trasformando le intenzioni e le intuizioni dei teologi e dei padri con cui simpatizzava nel vero Concilio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'esperienza di Wojtyla, invece, \u00e8 stata forgiata facendo la lettera, insieme a grandi teologi (De Lubac, Congar, Dani\u00e9lou, Moeller, tra gli altri) e ai Padri conciliari. E questa forgiatura di <em>Gaudium et spes<\/em> ha dato un orientamento generale al suo pontificato: cosa doveva fare la Chiesa nel mondo, cosa doveva fare lui come Papa, precisamente ci\u00f2 che aveva indicato di fare nel mondo, cosa doveva fare nel mondo, cosa doveva fare nel mondo, cosa doveva fare nel mondo, cosa doveva fare nel mondo.<em> Gaudium et spes<\/em>. Da qui la costante attenzione a questo documento nei grandi atti del suo pontificato, dal primo all'ultimo.<br>\u00c8 una grande fortuna, una Provvidenza di Dio, che in un periodo cos\u00ec confuso per la Chiesa, come quello post-conciliare, il Papa sia stato un testimone cos\u00ec qualificato del Concilio. E questo sarebbe rafforzato da <a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/actualidad\/benedicto-xvi-legado\/\">Benedetto XVI<\/a>\u00c8 stato anche testimone e partecipante al Consiglio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Amore e responsabilit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo contributo dottrinale e teologico di Karol Wojtyla alla Chiesa universale ha una portata pi\u00f9 ampia, a partire dalle sue prime esperienze di sacerdote nel lavoro con i giovani di Cracovia. Ben presto si rese conto che la Chiesa aveva bisogno di una dottrina positiva sulla sessualit\u00e0 come base per la morale sessuale. Una morale sessuale basata su ci\u00f2 che \u00e8 o non \u00e8 peccaminoso non era sufficiente e addirittura controproducente. La dottrina della sessualit\u00e0 doveva basarsi sull'antropologia della sessualit\u00e0 di Giovanni Paolo II, considerata in modo cristiano. Dai suoi discorsi e corsi ai giovani sarebbe nato un libro originale come Amore e responsabilit\u00e0, pubblicato mentre lavorava al Concilio (la versione francese avrebbe una prefazione di De Lubac). Ma per ora \u00e8 solo un contributo privato<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L'argomento di <em>Humanae vitae<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione ha subito una svolta con la decisione di Paolo VI, durante il Concilio, di riservarsi lo studio del controllo delle nascite (contraccezione). Paolo VI nomin\u00f2 diverse commissioni a Roma per studiarlo. Nel frattempo anche l'arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, ne form\u00f2 uno nella sua diocesi con collaboratori e professori. E sono rimasti in contatto fino all'ultimo momento. L'enciclica <em>Humanae vitae<\/em> stabilisce che l'uso di mezzi contraccettivi innaturali non \u00e8 lecito e sottolinea l'idea che \u00e8 immorale separare il significato unitivo e procreativo dell'atto coniugale. La decisione non si basa su questo argomento, ma lo presenta. Si vede che era l'argomento che il cardinale Wojtyla e la sua \u00e9quipe di Cracovia stavano portando avanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quel momento in poi, l'arcivescovo e cardinale Wojtyla si \u00e8 impegnato in diversi <em>conferenze<\/em> in difesa di <em>Humanae vitae<\/em>sviluppare l'argomentazione e basarla su...<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vamos a intentar hacer un panorama del impacto teol\u00f3gico de san Juan Pablo II y responder a esa interesante pregunta. 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