{"id":356,"date":"2016-02-09T17:12:33","date_gmt":"2016-02-09T16:12:33","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/?p=356"},"modified":"2025-03-03T12:57:27","modified_gmt":"2025-03-03T10:57:27","slug":"progressi-nella-robotica-una-nuova-versione-della-torre-di-babele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/articulos\/avances-en-robotica-una-nueva-version-de-la-torre-de-babel\/","title":{"rendered":"I progressi della robotica: una nuova versione della Torre di Babele?"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Se finora la tecnologia \u00e8 rimasta in qualche misura esterna all'uomo, oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec: \u00e8 dentro di noi. Le nanotecnologie e le biotecnologie, i sistemi robotici sono integrati nel sistema nervoso attraverso interfacce neurali, sono penetrati nei meccanismi pi\u00f9 interni dell'essere umano e stanno cambiando profondamente il modo in cui viviamo nel mondo e il modo in cui interagiamo con gli altri e con noi stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se la macchina rimane esterna all'uomo, il suo sviluppo attuale \u00e8 in grado di determinare la vita umana in modo pi\u00f9 profondo che mai: basti pensare alla presenza di macchine simili a noi, sia per l'aspetto (robotica umanoide), sia per la capacit\u00e0 di prendere decisioni in modo autonomo, sia per i cambiamenti socio-economici che saranno determinati, ad esempio, dall'introduzione massiccia della stampa 3D (in tre dimensioni). E la domanda chiave \u00e8: tutto questo \u00e8 qualcosa di negativo, antiumano, o possiamo vivere l'era della tecnologia con speranza?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo ambiente globale sempre pi\u00f9 condizionato dalle macchine, sembra logico che si pongano molte nuove domande a cui non \u00e8 facile rispondere e che si cominci a parlare di \"tecnoetica\" per trovare una risposta di speranza. Infatti, diversi organismi del mondo della tecnologia, della cultura e della politica spingono sempre pi\u00f9 verso una riscoperta della dimensione etica della tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignnone is-resized size-full wp-image-360\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"698\" src=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act3.jpg\" alt=\"Prototipo di gamba bionica impiantato al Rehabilitation Institute di Chicago. \" class=\"wp-image-360\" style=\"width:500px;height:348px\" srcset=\"https:\/\/staging.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act3.jpg 1000w, https:\/\/staging.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act3-600x419.jpg 600w, https:\/\/staging.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act3-700x489.jpg 700w, https:\/\/staging.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act3-300x209.jpg 300w, https:\/\/staging.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act3-768x536.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nasce una nuova scienza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il termine \"tecnoetica\" \u00e8 nato molto tempo fa, nel dicembre 1974, in occasione del \"Simposio internazionale sull'etica in un'epoca di tecnologia pervasiva\", che si \u00e8 svolto presso il prestigioso <i><a href=\"https:\/\/www.technion.ac.il\/en\/\">Istituto israeliano di tecnologia<\/a><\/i> (Technion) di Haifa. A quell'incontro partecip\u00f2 Mario Bunge, un filosofo argentino che insegnava al Technion di Haifa. <i>Universit\u00e0 McGill<\/i> di Montreal (Canada), ha usato per la prima volta il termine in un intervento intitolato <i>\"Verso una tecnoetica<\/i>che \u00e8 stato successivamente pubblicato in <i>\"Il Monista<\/i> nel 1977.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola \u00e8 nata, quindi, solo quattro anni dopo la parola <a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/actualidad\/ley-francesa-bioetica-proximo-test-presidencial\/\">\"bioetica<\/a>Il film non ha avuto lo stesso successo ed \u00e8 praticamente scomparso dalla mappa culturale fino a quando non \u00e8 riemerso all'inizio del XXI secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse la colpa \u00e8 dell'autore stesso. In quella conferenza, Bunge fece affermazioni che all'epoca rappresentavano grandi progressi, come la dichiarazione che l'ingegnere o il tecnologo hanno l'obbligo di affrontare in prima persona le questioni etiche che le loro azioni comportano, senza cercare di scaricarle sui manager o sui politici. All'epoca, l'ingegnere era visto come una sorta di \"operaio specializzato\", in grado di fare ci\u00f2 che l'azienda o il politico gli chiedeva di fare, ma senza essere lui a decidere cosa fare o cosa non fare, o se fosse una buona cosa da fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la formula trovata da Bunge per dare questo valore etico all'azione tecnica ha rovinato tutto. Da pensatore impregnato di modernit\u00e0, con tendenze materialiste e buon conoscitore della tecnologia emergente, probabilmente pensava che da un punto di vista etico ci si potesse fidare molto di pi\u00f9 della macchina, guidata dalla scienza e dagli algoritmi informatici, che della persona umana (per un moderno, da un punto di vista funzionale, la persona \u00e8 deludente). Per questo motivo Bunge ha concluso il suo intervento sottolineando che una condotta retta ed efficiente richiede una revisione, una revisione dell'etica, perch\u00e9 deve dipendere dalla tecnologia e non dall'inaffidabile libert\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La posizione di Bunge ricorda quella dei medici asclepiadiani pre-ippocratici: la loro scienza dipendeva solo dai libri sacri; ci\u00f2 che era scritto in essi era ci\u00f2 che seguivano; le conseguenze etiche delle loro azioni non erano per i medici, ma per gli dei, che erano gli unici responsabili della vita o della morte del paziente. Nella tecnoetica della modernit\u00e0, gli antichi dei sono stati sostituiti dalla scienza, che guida tutte le coscienze. L'unico problema \u00e8 che oggi la guida di tutte le scienze \u00e8, a sua volta, l'economia; quindi, se qualcosa \u00e8 buono per l'economia, \u00e8 buono moralmente, e viceversa. Ovviamente si tratta di un'economia centrata sulla produzione di ricchezza e non sulla persona, come suggerisce l'origine semantica della parola e come ha ricordato Francesco nella <i>Laudato si'<\/i>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Al servizio dell'individuo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ippocrate rompe con la tradizione <em>asclepiadea<\/em> e fa della medicina una vera scienza: distrugge i libri sacri e inizia a studiare i sintomi e a sperimentare l'efficacia dei farmaci. Da Ippocrate in poi, curare o uccidere dipende dalla scienza e dall'abilit\u00e0 tecnica del medico, che \u00e8 quindi eticamente coinvolto in prima persona: per questo il medico giura che user\u00e0 la sua scienza solo per il bene dell'umanit\u00e0. La scienza e la tecnica di Ippocrate sono al servizio della persona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che per avere speranza nella civilt\u00e0 tecnologica di oggi dobbiamo riscoprire il vero significato della scienza e il suo orientamento al bene complessivo della persona, e non solo alle sue funzioni. In questo senso, la tecnoetica deve essere concepita in chiave opposta a quella di Bunge: la tecnoetica deve essere un'area di dialogo interdisciplinare tra tecnologi ed etici, che porti a un corpo di conoscenze e a un sistema etico di riferimento che permetta alle conquiste della tecnologia di diventare un elemento centrale nel raggiungimento della perfezione teleologica dell'essere umano. Ci\u00f2 presuppone non solo l'affermazione del carattere antropologico positivo della tecnologia, ma anche la collocazione del fine della persona in qualcosa che va oltre la tecnologia stessa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Babele contro Pentecoste<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'esempio pi\u00f9 classico del finalismo immanente della tecnologia \u00e8 la biblica Torre di Babele. In quell'episodio, gli uomini pensano che per raggiungere il cielo sia necessario costruire una torre altissima, senza rendersi conto che il loro tentativo li porter\u00e0 a posare mattoni uno sopra l'altro per l'eternit\u00e0: una sorta di mito di Sisifo in versione muratore. Babele \u00e8 il simbolo della tecnica della modernit\u00e0: non \u00e8 un caso che nel film <i>Metropolis<\/i>\"La citt\u00e0 della felicit\u00e0 tecnica\" (1927) di Fritz Lang ruota attorno a una torre chiamata \"Nuova Babele\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'uomo di Babele perde la sua capacit\u00e0 simbolica: auto-ridotto a una finalit\u00e0 immanente, \u00e8 in grado di comunicare molto bene, ma perde il linguaggio umano, \u00e8 incapace di dialogare. La sua punizione, la confusione delle lingue, non \u00e8 arbitraria: \u00e8 ci\u00f2 che gli \u00e8 dovuto per ci\u00f2 che ha fatto. Solo quando lo Spirito del Logos gli sar\u00e0 nuovamente donato (Pentecoste) sar\u00e0 in grado di dialogare veramente con tutti gli uomini, al di l\u00e0 della diversit\u00e0 delle lingue. Il parallelo opposto tra Babele e Pentecoste \u00e8 la chiave della speranza della tecnologia contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'uomo moderno, che sia l'uomo di Neobabele, o il Sisifo felice di Camus, o la formica instancabile di Leonardo Polo..., non pu\u00f2 raggiungere la felicit\u00e0. La modernit\u00e0 \u00e8 morta, lasciando il posto alla post-modernit\u00e0, anche perch\u00e9 \u00e8 ormai una certezza comune - e non solo la previsione dei grandi profeti della crisi della modernit\u00e0: Dostojevsky, Nietzsche, Musil... - che lo sviluppo tecno-scientifico non riuscir\u00e0 mai a rispondere ai grandi misteri dell'essere umano: il dolore, la colpa, la morte... Un'esistenza umana piena non sar\u00e0 mai raggiunta aggiungendo altro tempo. Ricordiamo che, per San Tommaso, l'inferno non \u00e8 una vera eternit\u00e0, ma solo un tempo in pi\u00f9, un tempo indefinito, un tic-tac che non finisce mai (cfr. <i>Summa Theologiae<\/i>I q. 10, a. 4 ad 2um).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La tecnologia ha vinto la battaglia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 la fine della modernit\u00e0 ha coinciso con un'enorme diffidenza nei confronti della tecnologia, vista come un nemico. \u00c8 stata combattuta in una grande guerra culturale: filosofi come Heidegger e Husserl, il <i>hippy<\/i>il <i>New Age<\/i>Gran parte dell'arte (incredibile!: \"arte\" in greco \u00e8 \"arte\", \"arte\" in greco \u00e8 \"arte\", \"arte\" in greco \u00e8 \"arte\" in greco \u00e8 \"arte\" in greco.<i>tekn\u00e9<\/i>Il termine latino \"tecnica\" \u00e8 \"<i>ars<\/i>\") e la letteratura hanno combattuto contro la tecnologia... e hanno perso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Curiosamente, la tecnologia ha vinto la battaglia culturale. Come si diceva all'inizio, oggi occupa un posto centrale non solo nella societ\u00e0, ma anche nell'individuo. E ha vinto non solo perch\u00e9 si \u00e8 imposta con le sue conquiste, ma per un'altra ragione pi\u00f9 radicale: la riduzione della ragione umana alla razionalit\u00e0 scientifica sperimentale ha limitato l'accesso alla realt\u00e0 alla conoscenza delle sue leggi di comportamento fisico, chimico, biologico, psichico...<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine il modello fondamentale \u00e8 dato dalla fisica, che \u00e8 la moderna \"misura di tutte le cose\", come lo era l'uomo vitruviano nel Rinascimento fiorentino: allora tutto si capiva dall'antropologia, nella modernit\u00e0 tutto si capisce dalla fisica (come non pensare alla <i>a priori<\/i> Kantiani della ragion pura?).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 che tutto questo tende a un paradigma di dominio: conoscere le leggi della realt\u00e0 per poterla sottomettere. Cos\u00ec la modernit\u00e0 ha provocato una crisi ecologica: la distruzione di tante risorse, l'aumento della <i>divario<\/i> tra paesi ricchi e poveri...<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In sostanza, il problema \u00e8 che la modernit\u00e0, come ha detto Scheffczcyk, ha sostituito Dio con la scienza e la religione con la tecnologia. Nel paradigma moderno, la tecnologia finisce per essere lo strumento della scienza, invertendo un rapporto che era sempre stato opposto. E l'uomo postmoderno si \u00e8 ribellato a questo: chi conosce meglio una rosa: un botanico o un poeta? Per questo motivo la tecnologia ha vinto la battaglia, e anche coloro che continuano ad attaccare la tecnologia lo fanno impiegando una miriade di artifici tecnologici, e diffondono le loro idee attraverso la pi\u00f9 sofisticata conquista della tecnologia della comunicazione: Internet.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Identificazione con la macchina<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa fare di fronte a questo paradosso: la tecnica che ha vinto la battaglia culturale \u00e8 quella sottomessa e violenta della modernit\u00e0 o quella centrata sull'uomo della cultura classica e del Rinascimento italiano?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta a questa domanda non pu\u00f2 essere data dalla tecnica stessa, perch\u00e9 essa da sola non si determina verso alcun fine, ma \u00e8 sempre un progresso verso nuove conquiste. L'ordine alla fine \u00e8 dato dalla persona. In un certo senso, l'uomo moderno ha preferito rinunciare al fine (che \u00e8 come rinunciare alla libert\u00e0) per identificarsi con la macchina e partecipare cos\u00ec ai suoi numerosi vantaggi funzionali. Di fronte alla crisi della modernit\u00e0, chi non vuole rinunciare a questo modo di vedere le cose non ha altra via d'uscita che fuggire in avanti, riducendo ulteriormente la persona alla macchina: \u00e8 la strada dei transumanisti o postumanisti, che non sono postmoderni ma \"tardomoderni\" (questa \u00e8 la terminologia usata da Pierpaolo Donati, che \u00e8 molto azzeccata). Per loro, la chiave dell'essere umano sta nel recupero della radicale dicotomia cartesiana fra <i>res cogitans<\/i> (mente, intelligenza) e <i>res extensa<\/i> (corpi, materia), in modo che il <i>res cogitans<\/i> pu\u00f2 sussistere in qualsiasi <i>res extensa<\/i>biologici e artificiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I postumanisti vedono il corpo umano come qualcosa di cui, se necessario o desiderabile, si pu\u00f2 fare a meno o che pu\u00f2 essere sottoposto a modifiche estreme e arbitrarie. Questa posizione non \u00e8 dissimile da quella che si riscontra in molti aspetti della cultura tardo-moderna, che vede il corpo come un mero strumento che possiamo modificare per migliorarne le prestazioni: protesi e modifiche che lo rendono pi\u00f9 attraente dal punto di vista sessuale, o pi\u00f9 adatto a raggiungere determinate prestazioni professionali o sportive, o che potrebbero rendere il corpo umano un corpo di marca, un \"...\".<i>corpo di marca<\/i>\"(Campbell). \u00c8 curioso che nello stesso anno in cui Pistorius ha ottenuto il permesso di gareggiare alle Olimpiadi \"normali\", una delle pi\u00f9 note riviste internazionali di bioetica abbia pubblicato un articolo in cui si afferma che non esistono ragioni morali per impedire la mutilazione volontaria o la modificazione estrema del corpo (Scharmme in <i>Bioetica<\/i>2008); se una protesi robotica pu\u00f2 portarmi alla gloria sportiva meglio della mia gamba naturale, perch\u00e9 non sostituirla? Allora solo gli amputati parteciperanno alle finali delle Olimpiadi del 2022.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Principali principi tecnologici<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe pensare che il progresso che rende possibili queste cose non abbia valore. D'altra parte, \u00e8 bene dire che non si pu\u00f2 rinunciare al progresso tecnologico, che \u00e8 una vera e propria conquista dello spirito umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 chiaro, tuttavia, che qualcosa deve cambiare. La proposta della nuova tecnoetica \u00e8 di cambiare il paradigma moderno che afferma il primato della scienza sulla tecnologia e la dissocia dalla libert\u00e0 per un nuovo modello in cui la tecnologia torni a essere un'attivit\u00e0 spirituale, un prodotto eminente dello spirito nel suo rapporto con la materia. In sostanza, si tratta di riscoprire il valore antropologico del corpo che siamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La chiave del vero significato della tecnologia sta nello scoprire il suo ruolo nell'essere relazionale della persona, gi\u00e0 descritto da Aristotele come elemento teleologico della felicit\u00e0 umana (<i>\"Nessuno vorrebbe vivere senza amici\".<\/i>). Ci\u00f2 \u00e8 evidenziato, nei nostri giorni postmoderni, dalla necessit\u00e0 di superare il paradigma della padronanza con un nuovo paradigma relazionale. La persona, che si realizza nella relazione interpersonale condividendo i fini intenzionali dell'intelletto e della volont\u00e0, sa che l'unit\u00e0 sostanziale di anima e corpo non pu\u00f2 svolgere questo compito senza accettare la sua dimensione materiale. Interagire con la materia (il lavoro umano) per inserirla pienamente nel dialogo interpersonale \u00e8 la ragione ultima della tecnica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 necessario sostituire la tecnoscienza oggettivante e dominante, che subordina la tecnologia a un ruolo secondario, con una nuova concezione di scienza aperta all'autentica verit\u00e0 dell'uomo e consapevole di non poter arrivare a questa verit\u00e0, ma capace di mettersi al suo servizio attraverso la tecnologia. Si pu\u00f2 quindi affermare, come primo teorema della tecnoetica, che la tecnologia ha come oggetto proprio l'aumento della capacit\u00e0 relazionale della persona. Da questo possiamo dedurre il secondo teorema: la scienza sperimentale si umanizza o si spiritualizza quando diventa tecnologia, perch\u00e9 raggiunge la persona. E se questi due teoremi sono soddisfatti, \u00e8 possibile postularne un terzo: l'autentico sviluppo della tecnologia porta all'esaltazione della persona, cos\u00ec che l'artificio tecnologico, la macchina, che quando nasce ha di solito una presenza ingombrante, finisce per essere integrata e data per scontata. Pi\u00f9 una macchina \u00e8 perfetta, pi\u00f9 la persona umana si nasconde dietro di essa, dietro il suo compito e il suo vero scopo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignnone is-resized size-full wp-image-362\"><img decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"616\" src=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act5.jpg\" alt=\"Un uomo cammina parallelamente a un prototipo di veicolo elettrico autonomo a Buenos Aires.\" class=\"wp-image-362\" style=\"width:506px;height:311px\" srcset=\"https:\/\/staging.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act5.jpg 1000w, https:\/\/staging.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act5-600x370.jpg 600w, https:\/\/staging.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act5-700x431.jpg 700w, https:\/\/staging.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act5-300x185.jpg 300w, https:\/\/staging.omnesmag.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/feb16-act5-768x473.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Naturalmente artificiale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crisi della cultura moderna ci ha portato a stabilire una sorta di assioma per cui ci\u00f2 che \u00e8 naturale \u00e8 buono e ci\u00f2 che \u00e8 artificiale \u00e8 cattivo. La verit\u00e0 \u00e8 esattamente il contrario. Nella natura umana non c'\u00e8 opposizione tra naturale e artificiale: siamo \"naturalmente artificiali\". Chi osa dire che una persona miope \u00e8 meno naturale con gli occhiali che senza? Una corretta visione della tecnologia dovrebbe portare a vedere l'elemento artificiale come il prodotto della libera interazione della persona con la realt\u00e0 materiale e quindi come qualcosa che crea dialogo. Da un lato, ci sarebbero artifici (macchine) che sono semplici utensili, o meccanismi evoluti di assistenza alla vita umana (protesi robotiche, neuroprotesi...), e, dall'altro, artifici che aumentano la capacit\u00e0 simbolica della persona (tecnologie della comunicazione e dell'informazione).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi principi generali che ho enunciato, ma non sufficientemente sviluppati per la logica mancanza di spazio, possono servire come guida per giudicare da un punto di vista etico quando una nuova tecnologia serve o meno alla persona. I sistemi robotici pi\u00f9 evoluti possono gi\u00e0 essere collegati al sistema nervoso degli esseri viventi, creando una sinergia tra macchina e persona che pu\u00f2 portare non solo a riparare le funzioni perse, ma anche ad aumentarne altre fino a limiti impensabili. Lo stesso si pu\u00f2 dire delle neuroprotesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La robotica umanoide pu\u00f2 consentire manifestazioni simboliche che l'arte non poteva sognare fino a poco tempo fa. Le nuove tecnologie sono al servizio della libert\u00e0. Ci\u00f2 significa che possono anche andare contro l'umanit\u00e0: un sistema robotico pu\u00f2 condizionare l'azione fisica di una persona contro la sua volont\u00e0, una neuroprotesi pu\u00f2 schiavizzare un essere personale. Da qui l'importanza di ritornare alla chiave etica della creazione tecnica, che permetter\u00e0 sempre di scoprire la persona dietro la macchina. Quando contempliamo la Cappella Sistina, la materia dell'affresco ci mette in dialogo con Michelangelo; quando entriamo in contatto con un umanoide, saremo in dialogo con l'ingegnere che lo ha creato.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si hasta ahora la tecnolog\u00eda se hab\u00eda mantenido en cierto modo como algo externo al hombre, en nuestros d\u00edas ya no es as\u00ed; la tenemos dentro de nosotros. Nano y biotecnolog\u00edas, sistemas de rob\u00f3tica est\u00e1n integrados en el sistema nervioso por interfaz neuronal, se han introducido en los mecanismos m\u00e1s \u00edntimos de la persona y [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":12547,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pmpro_default_level":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[546],"class_list":["post-356","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articulos","tag-tecnologia","pmpro-has-access"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/356","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=356"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/356\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12547"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}