{"id":245,"date":"2016-01-27T17:41:25","date_gmt":"2016-01-27T16:41:25","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/?p=245"},"modified":"2025-02-26T13:41:56","modified_gmt":"2025-02-26T11:41:56","slug":"javier-anleu-nino-tratta-pope-mercy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/actualidad\/cultura\/javier-anleu-nino-trato-al-papa-misericordia\/","title":{"rendered":"Il bambino che tratt\u00f2 il Papa con misericordia"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><span class=\"s1\">Mi sono imbattuto in una storia che contiene un forte messaggio molto appropriato per l'Anno della Misericordia. \u00c8 la testimonianza di un ragazzo, Javier Anleu, le cui parole, scritte in una serie di e-mail inviate da lui e dalla sorella a Giovanni Paolo II, hanno confortato il Papa nei suoi ultimi giorni. La madre di Javier racconta che Giovanni Paolo II chiedeva spesso se era arrivata nuova posta dai suoi \"piccoli amici in Guatemala\". La testimonianza di questo bambino, ora giovane uomo, \u00e8 un chiaro esempio dell'affetto di cui i malati hanno bisogno. Questo \u00e8 il racconto personale del protagonista: <\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\"><span class=\"s1\">\"Mi chiamo Javier Anleu e nel 2005 ho vissuto una delle esperienze che pi\u00f9 mi hanno segnato nella vita: ho scritto delle e-mail all'ormai santo Giovanni Paolo II.&nbsp;<\/span><span style=\"line-height: 1.65;\">Avevo nove anni quando Giovanni Paolo II fu ricoverato in ospedale dal 1\u00b0 al 10 febbraio 2005. Come ogni bambino cattolico, ho pregato molto per la salute del Papa.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\"><span class=\"s1\">Lo pregavamo a casa con i miei genitori e mia sorella, e anche a scuola nella preghiera del mattino. Un giorno, con tutta l'innocenza di un bambino, dissi a mia madre che volevo scrivere al Papa. Mia madre lo raccont\u00f2 a suo padre (mio nonno materno) e lui, tra i suoi amici sacerdoti e religiosi, riusc\u00ec a procurarsi un'e-mail e la consegn\u00f2 a mia madre. Non sapevamo se questa posta fosse davvero del Papa, ma io e mia sorella maggiore, che all'epoca aveva dodici anni, cominciammo a scrivergli. Mia sorella era molto formale nello scrivergli e si riferiva a Giovanni Paolo II come \"Sua Santit\u00e0\" e gli dava del \"Lei\". Io invece, essendo un bambino, lo trattavo come un amico e mi rivolgevo a lui come \"Giovanni Paolo\" e persino come \"tu\". Prima di inviare la prima e-mail, mia madre era scioccata dal modo in cui lo trattavo, ma mio padre la rassicur\u00f2 dicendo: \"Queste e-mail non arriveranno mai al Santo Padre\". Lasciate che gli scriva come se fossi un suo amico\".<\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\"><span class=\"s1\">Nelle due settimane successive gli abbiamo scritto circa tre e-mail per dirgli che stavamo pregando per lui. Il 25 febbraio Giovanni Paolo II ha dovuto subire un'operazione di tracheotomia e questo ha colpito molto me e mia sorella. <\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\"><span class=\"s1\">Quando aveva cinque mesi, mia nonna materna ha subito due ictus ed \u00e8 rimasta fisicamente molto limitata; non ha mai riacquistato la capacit\u00e0 di deglutire, quindi non pu\u00f2 parlare n\u00e9 mangiare. Ho vissuto con l'esempio di lotta di mia nonna e ho osservato durante la mia infanzia come lei sia tornata a essere felice, pur non potendo parlare o mangiare. <\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\"><span class=\"s1\">Credo sia per questo che mi sono sentito cos\u00ec identificato con Giovanni Paolo II, e dal 25 febbraio gli ho scritto ogni due giorni. Gli ho raccontato la storia di mia nonna e di come aveva superato la frustrazione di essere fisicamente limitata, e gli ho detto che era di nuovo felice. I miei messaggi al Papa erano di incoraggiamento; volevo convincerlo che si pu\u00f2 essere felici anche se si hanno dei limiti. Ogni volta che gli scrivevo gli dicevo quanto lo amavo.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\"><span class=\"s1\">L'ultima volta che ho visto Giovanni Paolo II in televisione \u00e8 stata la domenica di Pasqua, quando \u00e8 uscito per impartire la benedizione. <i>Urbi et orbi<\/i>quando cercava di parlare e non riusciva a dire le parole. Quel momento mi ha talmente commosso che sono scoppiato a piangere. Gli scrissi dicendogli che l'avevo visto e che capivo come si sentiva; che stavo ancora pregando molto per lui. Poi il 2 aprile \u00e8 morto Giovanni Paolo II e la mia tristezza \u00e8 stata enorme. Un mio amico era morto. <\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\"><span class=\"s1\">Passano i giorni e all'inizio di maggio mia madre riceve un'e-mail dalla Nunziatura Apostolica in Guatemala che le chiede di contattarla. Quando si \u00e8 presentata come mia madre, la segretaria della Nunziatura ha capito chi eravamo io e mia sorella. Il nunzio apostolico in Guatemala, l'allora monsignor Bruno Musar\u00f3, volle vederci il 9 maggio. Non ci hanno dato alcuna spiegazione. Siamo andati all'incontro e il nunzio ci ha detto che Giovanni Paolo II aveva letto tutte le nostre e-mail e si riferiva a noi come ai suoi \"piccoli amici del Guatemala\". Ci ha anche regalato un ritratto del Papa e un rosario benedetto da Giovanni Paolo II prima della sua morte. Il ritratto \u00e8 datato domenica di Pasqua, 27 marzo 2005, e su di esso ci ha impartito la sua benedizione apostolica. <\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"p2 wp-block-paragraph\"><span class=\"s1\">Non avrei mai immaginato che Giovanni Paolo II avesse letto tutte le mie e-mail. La soddisfazione pi\u00f9 grande \u00e8 stata quando il nunzio mi ha detto che anche quando Giovanni Paolo II non poteva parlare o era molto debole, il suo segretario leggeva le sue mail, e che la mia mail del 25 febbraio lo aveva toccato molto nel sentire che un bambino guatemalteco di 9 anni lo stava aiutando nei suoi momenti difficili.<\/span><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Me he encontrado con una historia que contiene un fuerte mensaje muy apropiado para el A\u00f1o de la Misericordia. Se trata del testimonio de un ni\u00f1o, Javier Anleu, cuyas palabras, escritas en una serie de correos enviados por \u00e9l y su hermana a Juan Pablo II, confortaron al Papa en sus \u00faltimos d\u00edas. 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