{"id":20580,"date":"2022-05-09T06:00:00","date_gmt":"2022-05-09T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/?p=20580"},"modified":"2022-09-12T13:11:21","modified_gmt":"2022-09-12T12:11:21","slug":"mons-arthur-roche-un-documento-sulla-formazione-liturgica-di-tutti-i-battesimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/actualidad\/vaticano\/mons-arthur-roche-pronto-un-documento-sobre-la-formacion-liturgica-de-todos-los-bautizados\/","title":{"rendered":"<b>Mons. Arthur Roche<\/b>Presto un documento sulla formazione liturgica di tutti i battezzati\"."},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.omnesmag.com\/articulos\/soon-a-document-on-the-liturgical-formation-of-all-the-baptized\/\">Traduzione dell'articolo in inglese<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L'arcivescovo Arthur Roche \u00e8 da un anno prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, dove lavora dal 2012. In questo anno, gran parte del lavoro del Dicastero \u00e8 ruotato intorno alle nuove norme che limitano la possibilit\u00e0 di utilizzare la forma liturgica pre-riforma degli anni '60 (la \"Messa tridentina\"), e alla creazione del nuovo ministero laicale del catechista. Ora, Mons. Roche ha ricevuto Omnes presso la sede della Congregazione e fa il punto su queste e altre questioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quasi un anno fa, la \"Traditionis Custodes\" ha limitato le possibilit\u00e0 di utilizzare la liturgia pre-riforma del Concilio. Il documento spiegava che il suo obiettivo era quello di \"cercare la comunione ecclesiale\". Sono stati fatti progressi verso questo obiettivo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- Dobbiamo iniziare dicendo che la ragione di questa decisione \u00e8 l'unit\u00e0 della Chiesa, e questo \u00e8 ci\u00f2 che ha mosso il Papa. I Papi precedenti, Giovanni Paolo II o Benedetto XVI, non hanno mai pensato che le possibilit\u00e0 esistenti fossero destinate a promuovere il rito tridentino, ma solo a soddisfare le persone che hanno difficolt\u00e0 con la nuova forma di preghiera della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, alla fine, siamo formati dalla liturgia, perch\u00e9 la liturgia porta in s\u00e9 la fede e la dottrina della Chiesa. \"Lex orandi, lex credendi\". Penso che, in realt\u00e0, questa non sia solo una difficolt\u00e0 per la liturgia, ma una difficolt\u00e0 per l'ecclesiologia, per la dottrina. Per la prima volta nella storia, dal Concilio Vaticano II, abbiamo nel magistero un inserimento della natura della Chiesa, perch\u00e9 \u00e8 la prima volta in duemila anni che abbiamo una costituzione dogmatica come \"Lumen Gentium\". La \"Lumen Gentium\" implica che non \u00e8 solo il sacerdote a celebrare la messa, ma tutti i battezzati. Ovviamente, non \u00e8 possibile per tutti fare ci\u00f2 che riguarda la consacrazione delle specie eucaristiche senza il sacerdote; ma tutti i battezzati, come il sacerdote, hanno una posizione da celebrare. Tutti partecipano al sacerdozio di Ges\u00f9 Cristo e quindi, come ci ricorda la \"Sacrosanctum concilium\", hanno il diritto e il dovere di partecipare alla liturgia. Questo \u00e8 in contrasto con il rito del messale del 1962, dove il sacerdote era visto come il rappresentante di tutti gli altri presenti alla celebrazione della messa. Questa \u00e8 la grande differenza tra le due forme: la Chiesa come \u00e8 intesa nell'ecclesiologia di oggi e la natura della Chiesa come era concepita dall'ecclesiologia precedente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Allo stesso tempo, la Traditionis Custodes sottolinea la continuit\u00e0 tra il rito attuale e quello antico: afferma che il nuovo Messale Romano \"contiene tutti gli elementi del rito romano, specialmente il canone romano, che \u00e8 uno degli elementi pi\u00f9 caratteristici\".<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- Naturalmente, va sottolineata anche la continuit\u00e0. La liturgia \u00e8 un dono vivo che la Chiesa ha ricevuto. Ma non dobbiamo canonizzare il vecchio per il gusto di farlo, altrimenti troveremmo persone che vogliono tornare alle cose solo perch\u00e9 sono pi\u00f9 vecchie, e questo potrebbe significare tornare a espressioni liturgiche precedenti anche a quelle tridentine, per esempio. In realt\u00e0, il punto in cui ci troviamo ora, con il nuovo messale di Paolo VI, significa che abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di studiare tutti gli elementi pi\u00f9 fondamentali, di sfruttare le fonti della liturgia, che non erano conosciute durante il Concilio tridentino negli anni 1545-1563.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Papa Francesco si \u00e8 detto \"addolorato dagli abusi\" di alcune celebrazioni odierne. Cosa ne pensate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- Credo che al momento manchi la formazione liturgica. \u00c8 molto interessante ricordare che negli anni precedenti al Concilio c'era il movimento liturgico, con un fondamento patristico, biblico, ecumenico; e il Concilio offriva la possibilit\u00e0 di un rinnovamento della Chiesa, anche in termini di liturgia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Penso che al momento stiamo solo cercando di rispettare le rubriche della liturgia, e questo mi sembra un po' poco. Teologicamente, il motivo era la celebrazione del Mistero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco perch\u00e9 due anni fa il Santo Padre ha chiesto a questa Congregazione di tenere una riunione plenaria di tutti i suoi membri per discutere della formazione liturgica in tutta la Chiesa: dai vescovi ai sacerdoti ai laici. E, in effetti, al momento \u00e8 in preparazione un documento su questo tema. Cosa facciamo quando ci riuniamo ogni domenica per questa celebrazione? Qual \u00e8 lo scopo di questa assemblea? Non solo l'obbligo di fare qualcosa ogni settimana, ma cosa facciamo, cosa celebriamo in quel momento?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sar\u00e0 facile far arrivare il contenuto di questa lettera ai laici, al popolo in senso lato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- Come sapete, in occasione della pubblicazione del motu proprio \"Traditionis Custodes\", Papa Francesco ha scritto una lettera solo ai vescovi per spiegare cosa devono fare. Penso che, in questo momento, noi della Congregazione abbiamo la responsabilit\u00e0 di pensare a come raggiungere un pubblico pi\u00f9 ampio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La catechesi \"mistagogica\", che introduce i misteri celebrati, \u00e8 uno degli strumenti della formazione liturgica. Un'occasione speciale sono i sacramenti come il battesimo, la comunione o il matrimonio. Svolgono questo ruolo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- La catechesi mistagogica \u00e8 molto importante. C'\u00e8 un paragrafo della \"Sacrosanctum Concilium\", il numero 16, che dice che la formazione liturgica \u00e8 tra le materie pi\u00f9 importanti nella formazione dei seminaristi, e che gli insegnanti di altre materie devono tenerne conto quando insegnano materie bibliche, patristiche, dogmatiche, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C'\u00e8 un'abbazia in America, Mount Angel, vicino a Portland, dove tutti i temi della formazione teologica nel periodo del seminario sono sempre incentrati sulla liturgia del giorno. Tutto \u00e8 orientato secondo le grandi stagioni della liturgia, il calendario liturgico. Dobbiamo considerare questo aspetto anche in relazione alla formazione: si tratta di una celebrazione. Non si tratta solo di fare delle cose o di partecipare ad alcune parti della celebrazione, ma di celebrare degnamente con una partecipazione profonda e attiva, come ha ricordato il Concilio. Attraverso le parole e i gesti arriviamo al mistero. Piuttosto che impegnarci in attivit\u00e0 come la lettura delle letture o altro, dobbiamo sforzarci per una partecipazione profonda, quasi mistica, alla contemplazione della liturgia. Si tratta di identificarsi con Cristo attraverso le parole e i gesti della celebrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il sacramento della Penitenza \u00e8 un punto di riferimento di questo pontificato. Francesco ha parlato di misericordia e di perdono fin dall'inizio, ha invitato a celebrare la confessione e ha mostrato gesti simili. Come pu\u00f2 essere rivalutato questo sacramento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- Penso che ovviamente il sacramento della Penitenza sia, in un certo senso, in un periodo di crisi in questo momento, perch\u00e9 c'\u00e8 una perdita del senso del peccato. Oggi i peccati non sono meno di prima, ma manca la conoscenza del peccato individuale; credo che questa sia una sfida per tante persone. Il Papa come grande pastore, prima della sua elezione a Pontefice, lo ha dimostrato nella sua diocesi, nelle parrocchie e nella sua cura pastorale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi racconto un'esperienza interessante: alcuni anni fa ho ricevuto un invito dalla Sacra Penitenzieria a tenere una conferenza per i diaconi che si preparavano all'ordinazione sacerdotale. Quando sono arrivato e ho visto che c'erano 500 persone, ho chiesto al cardinale Piacenza: sono cos\u00ec tanti quelli che devono essere ordinati quest'anno? Non era questo il caso, ma quasi due terzi dei partecipanti erano gi\u00e0 ordinati sacerdoti ed erano venuti a questo corso, in alcuni casi dopo molti anni dall'ordinazione, per reimparare a celebrare il sacramento della penitenza. Questo parla di una mancanza di formazione dei sacerdoti. Soprattutto per il sacramento della confessione, la disponibilit\u00e0 del sacerdote \u00e8 importante, ma non solo in termini di impegno temporale, ma anche come disponibilit\u00e0 di una persona che accoglie i penitenti, che parla di misericordia, che parla come un padre a una persona che ha bisogno di riconciliarsi con Dio. Tutti questi elementi sono molto importanti, ma sono anche elementi integranti della formazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come si sta evolvendo il ministero dei catechisti, istituito il 10 maggio dello scorso anno, nei suoi primi passi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- La cosa pi\u00f9 importante al momento \u00e8 che la Conferenza episcopale definisca chi sono i catechisti. Si tratta di un ministero, e non di una semplice partecipazione al ministero come avviene in tutte le parrocchie del mondo, dove alcuni preparano i bambini alla prima comunione, alla confessione e cos\u00ec via. Si tratta di un ministero pi\u00f9 importante, ma che deve essere definito. La persona che riceve questo ministero \u00e8 un punto di riferimento nella diocesi, per l'organizzazione di programmi, livelli, ecc. ma dipende da come il vescovo lo definisce: questo \u00e8 ora responsabilit\u00e0 delle conferenze episcopali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono ad esempio alcune suore che svolgono il loro apostolato come catechiste... ma questo ministero non \u00e8 previsto per loro. Ancora pi\u00f9 importante: non \u00e8 previsto nemmeno per i seminaristi, che si preparano al sacerdozio. Ricevono l'accolitato, il lettorato e poi il diaconato, ma questo ministero di catechista non \u00e8 previsto per loro: \u00e8 solo per i battezzati in generale. Per la Chiesa \u00e8 un segno dell'importanza dei laici nell'annuncio del Vangelo e nella formazione dei giovani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Parliamo di altri aspetti del lavoro della Congregazione per la Liturgia. La Costituzione \"Praedicate Evangelium\" sottolinea che promuove la liturgia \"secondo il rinnovamento intrapreso dal Concilio Vaticano II\".<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- Certamente, uno dei suoi compiti \u00e8 quello di promuovere la liturgia. Allo stesso tempo, deve anche diventare un punto di riferimento per tutti i vescovi del mondo nel loro rapporto con il ministero petrino. La Congregazione (in futuro, il Dicastero) deve servire non solo il Sommo Pontefice, ma anche tutti i vescovi del mondo, in campo liturgico. E questa \u00e8 una dimensione che dobbiamo considerare con attenzione. \u00c8 un'apertura della Curia romana, che non deve essere intesa come una struttura burocratica, ma come un servizio alla Chiesa universale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come collaborate con gli altri Dicasteri?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- Per quanto riguarda le sue competenze, collabora con tutti gli organismi della Curia, dalla Dottrina della Fede al Clero e quasi tutti gli altri. La nuova evangelizzazione, le missioni, la pratica della carit\u00e0 e tutte le altre attivit\u00e0 hanno anche un aspetto liturgico. Perch\u00e9 la liturgia \u00e8 la vita di tutta la Chiesa, \u00e8 l'anima della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tra poco saranno 60 anni dalla \"Sacrosanctum Concilium\". Questo documento conciliare sulla liturgia voleva che il mistero pasquale diventasse il centro della vita cristiana. Come appare oggi questo approccio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- Sessant'anni sono pochi nella storia della Chiesa. Dopo Trento, c'\u00e8 stato un grande periodo in cui ci sono state circostanze difficili per tutta la Chiesa per ricevere la riforma - una riforma \u00e8 una cosa seria - ma anche ora abbiamo molte difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una grande difficolt\u00e0 nella Chiesa \u00e8 l'aumento dell'individualismo. Le persone esprimono i loro desideri come individui, ma non come comunit\u00e0. Tuttavia, la Chiesa \u00e8 proprio una comunit\u00e0 e celebra tutti i sacramenti in senso comunitario, compresa la Messa, perch\u00e9 non \u00e8 fatta per essere celebrata senza la presenza di un'altra persona e i fedeli si riuniscono normalmente in gran numero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo momento il liberalismo, l'individualismo che esiste in questa societ\u00e0 \u00e8 una sfida per la Chiesa. \u00c8 facile pensare alla mia preferenza personale, a un tipo specifico di liturgia, a una particolare espressione della celebrazione, a questo prete piuttosto che a quel prete; ma questo individualismo non \u00e8 nel carattere della Chiesa. E dobbiamo considerare gli effetti di queste influenze sulla vita spirituale della Chiesa, come \u00e8 chiaramente sottolineato nella \"Sacrosanctum Concilium\", ma anche nella \"Lumen Gentium\".<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La pandemia ha rafforzato la tendenza all'individualismo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- Penso che questa tendenza non durer\u00e0 per sempre, perch\u00e9 sappiamo che il bisogno di relazionarci con Dio e con gli altri \u00e8 dentro di noi e non \u00e8 qualcosa che abbiamo la possibilit\u00e0 di allontanare all'infinito, per mezzo della televisione o di Internet. Dobbiamo essere presenti alla celebrazione, perch\u00e9 i sacramenti riguardano un rapporto personale con Cristo e non sono un programma o un film. Online o in televisione seguiamo qualcosa per un momento, ma non siamo l\u00ec; possiamo vedere tutto, ma non siamo presenti, e questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante: la presenza delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vorrei citare due aspetti particolari della \"Sacrosancutm Concilium\". Il primo \u00e8 l'inculturazione liturgica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- Il punto \u00e8 che ci sono alcune culture, in alcune societ\u00e0 extraeuropee, soprattutto nei Paesi di missione, dove il rito romano pu\u00f2 essere arricchito con il genio di ogni luogo, cosa non sempre facile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo proposito, ho spesso detto ai vescovi che abbiamo passato gli ultimi cinquant'anni a preparare la traduzione dei testi liturgici; ora dobbiamo passare alla seconda fase, gi\u00e0 prevista dalla \"Sacrosanctum Concilium\", e cio\u00e8 l'inculturazione o l'adattamento della liturgia alle altre diverse culture, pur mantenendo l'unit\u00e0. Credo che dovremmo iniziare questo lavoro adesso. Ma vorrei far notare che oggi esiste un solo \"uso\" liturgico, non un \"rito\", ed \u00e8 quello dello Zaire, in Africa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante capire cosa significa che Ges\u00f9 ha condiviso la nostra natura, e in un momento storico. Dobbiamo considerare l'importanza dell'Incarnazione e, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, dell'azione di grazia che si incarna in altre culture, con espressioni completamente diverse da quelle che abbiamo visto e apprezzato in Europa per tanti anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il secondo aspetto \u00e8 la bellezza, in particolare nell'architettura sacra. Il Papa dice che \"la Chiesa evangelizza e si evangelizza attraverso la bellezza della liturgia\" (\"Evangelii Gaudium\", 24).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- La bellezza fa parte della natura di Dio e dell'esistenza umana. \u00c8 molto importante per l'uomo, perch\u00e9 lo attrae: siamo attratti dalla bellezza. E ci parla non solo in modo unico, ma anche individualmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo aspetto della liturgia, anche per quanto riguarda la chiesa, era previsto dai documenti emanati subito dopo l'approvazione della \"Sacrosanctum Concilium\" e avallato anche dai vescovi partecipanti al Concilio. Questi testi indicavano ci\u00f2 che doveva essere preso in considerazione nella configurazione della chiesa in modo da favorire la celebrazione, nonch\u00e9 il significato e l'importanza dei vari elementi. Penso, ad esempio, all'altare, che significa il Corpo di Cristo; per gli ortodossi \u00e8 la tomba, per cui la resurrezione appartiene alla celebrazione dell'Eucaristia. O nell'importanza dell'ambone, da solo e in relazione all'altare. Nelle nostre celebrazioni abbiamo due \"tavole\": la Sacra Scrittura e la Santa Eucaristia; ma senza la Sacra Scrittura non facciamo l'Eucaristia. Le due cose sono in equilibrio e sono la stessa cosa. La Parola conduce all'Eucaristia e l'Eucaristia \u00e8 approfondita e compresa dalla Parola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Desidera aggiungere altro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">- S\u00ec, penso che sia molto importante che in questo momento si pensi ancora una volta alla voce del Concilio al mondo intero, una voce profetica per il futuro della Chiesa. Che approfondiamo quanto contenuto nella \"Sacrosanctum Concilium\", e anche negli altri documenti, ma soprattutto nella \"Lumen Gentium\", sulla santit\u00e0 della Chiesa e sulla nostra vocazione, perch\u00e9 senza la santit\u00e0 ci mancher\u00e0 una voce autentica per predicare il Vangelo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Traducci\u00f3n del art\u00edculo al ingl\u00e9s Hace un a\u00f1o que el arzobispo Arthur Roche es Prefecto de la Congregaci\u00f3n para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos, donde ya trabajaba desde 2012. 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