{"id":1250,"date":"2016-04-13T14:46:17","date_gmt":"2016-04-13T13:46:17","guid":{"rendered":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/?p=1250"},"modified":"2021-09-02T11:14:45","modified_gmt":"2021-09-02T10:14:45","slug":"50-anniversario-della-conferenza-dei-vescovi-spagnoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.omnesmag.com\/it\/actualidad\/50-aniversario-conferencia-episcopal-espanola\/","title":{"rendered":"\"Senza la Conferenza episcopale, il cammino della Chiesa in Spagna \u00e8 incomprensibile\"."},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Conferenze episcopali sono nate dal Concilio Vaticano II, conclusosi l'8 dicembre 1965. Solo due anni dopo, ebbe inizio la prima Assemblea plenaria della Conferenza episcopale spagnola, che dur\u00f2 dal 26 febbraio 1967 al 4 marzo. Si \u00e8 tenuta presso la Casa de Ejercicios del Pinar de Chamart\u00edn de la Rosa, a Madrid.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I primi statuti furono approvati il 27 febbraio e ratificati dalla Santa Sede nello stesso anno. Il 28 febbraio l'arcivescovo di Santiago, il cardinale Fernando Quiroga Palacios, \u00e8 stato eletto primo presidente della CEE. Il 1\u00b0 marzo ha avuto luogo la costituzione ufficiale della CEE.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di questo mezzo secolo di Conferenze e della Conferenza spagnola in particolare, abbiamo voluto parlare con il suo presidente, il cardinale Ricardo Bl\u00e1zquez, che ci ha anche gentilmente risposto, come suo solito, su altri temi di attualit\u00e0 che riguardano la Chiesa in Spagna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qual \u00e8 il suo bilancio di questi cinquant'anni di vita delle Conferenze episcopali, e se sono state all'altezza delle aspettative del Concilio?<\/strong> -Ci sono due istituzioni della Chiesa nate nel contesto del Concilio Vaticano II, cio\u00e8 il Sinodo dei Vescovi e le Conferenze episcopali, che a mio avviso sono state molto fruttuose nei cinquant'anni successivi al Concilio Vaticano II. Sono stati strumenti molto efficaci per l'attuazione del Consiglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda la Conferenza episcopale spagnola, il giorno stesso della chiusura del Concilio Vaticano II, i vescovi scrissero una lettera, firmata a Roma, in cui esprimevano la volont\u00e0 di istituire la Conferenza episcopale il prima possibile. \u00c8 stata una decisione tempestiva che ha mostrato l'atteggiamento ricettivo nei confronti del Concilio da parte dei vescovi della Chiesa in Spagna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da allora i suoi documenti sono numerosi. La Conferenza ha costantemente accompagnato le diocesi e i loro fedeli nella riflessione e nella guida. Il Concilio ha indubbiamente avuto ragione nel creare le Conferenze episcopali, e la nostra \u00e8 stata attenta in ogni frangente storico e ha dato un aiuto molto considerevole, che va riconosciuto e ringraziato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ritiene che la vera natura ecclesiologica delle Conferenze abbia preso piede all'interno e all'esterno della Chiesa, o c'\u00e8 ancora un po' di confusione?<\/strong> -Probabilmente il significato ecclesiologico delle Conferenze episcopali non \u00e8 stato ancora adeguatamente percepito da molti. In effetti, ho ricevuto lettere da persone che davano per scontato che il Presidente della Conferenza fosse il \"capo\" dei vescovi e avesse autorit\u00e0 sulle diocesi in Spagna. A volte si stupiscono quando si dice loro che solo il Papa ha autorit\u00e0 sui vescovi; che in ogni diocesi il vescovo ha la responsabilit\u00e0 di guidarla; e che la Conferenza \u00e8 un aiuto, anche se molto qualificato, per i vescovi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel nostro caso specifico, la Conferenza episcopale spagnola ha contribuito efficacemente al coordinamento dei vescovi spagnoli?&nbsp;<\/strong> -La mia convinzione \u00e8 che gli organi della Conferenza episcopale abbiano agito con la consapevolezza della loro responsabilit\u00e0 e della precisa portata delle loro manifestazioni. Ha certamente contribuito a promuovere l'unit\u00e0 tra i vescovi e l'azione pastorale coordinata delle diocesi. Accoglienza del Concilio, orientamenti nei momenti pi\u00f9 complicati, comunione tra i vescovi e azione pastorale convergente di tutti... in questi e altri punti, la Conferenza episcopale spagnola ha reso un servizio inestimabile. Il funzionamento dell'Assemblea plenaria e degli altri organi personali e collegiali \u00e8 stato, secondo la mia esperienza, corretto. Le azioni della Conferenza saranno state probabilmente pi\u00f9 brillanti in alcuni momenti e pi\u00f9 discrete in altri, ma ha sempre agito in conformit\u00e0 con la sua missione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D'altra parte, i vescovi non sono favorevoli a un ruolo assorbente della Conferenza. Riconoscono il ruolo della Conferenza, ma non vogliono che essa invada la responsabilit\u00e0 loro affidata. \u00c8 vero che in alcuni momenti le sfide poste alla Conferenza sono state pi\u00f9 urgenti e delicate, alle quali ha dovuto rispondere con prontezza e seriet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali sono state, a suo avviso, le tappe pi\u00f9 importanti dei cinquant'anni di esistenza della CEE? Quali sono i principali risultati che intende sottolineare?<\/strong> -A mio parere, i primi dieci anni circa della Conferenza sono stati decisivi per rispondere alle riforme richieste dal Concilio e per allineare la Chiesa spagnola alla Dichiarazione conciliare sulla libert\u00e0 religiosa, nel momento di quella che abbiamo chiamato la transizione. La Chiesa, con la guida del Concilio, fu in grado di fornire un aiuto prezioso alla societ\u00e0 spagnola e alla comunit\u00e0 politica in quegli anni. Come \u00e8 noto, ci sono state incomprensioni, difficolt\u00e0 e anche collaborazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi cinquant'anni la Conferenza ha aiutato tutti i vescovi e le loro diocesi in tutti i campi dell'azione pastorale: dottrina, liturgia, catechesi, carit\u00e0, relazioni tra Chiesa e Stato, attenzione ai sacerdoti, ai religiosi, ai consacrati e ai laici, associazioni di fedeli, seminari, missioni, educazione e cos\u00ec via. Senza la Conferenza episcopale, la lunga storia della Chiesa in Spagna sarebbe incomprensibile. I diversi piani d'azione diocesani e le lettere pastorali dei vescovi testimoniano questo prezioso aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qualche aneddoto o esperienza significativa di questi cinque decenni?<\/strong> -Ho dei bei ricordi. Sono stato ordinato vescovo nel 1988; quando ho partecipato per la prima volta all'Assemblea plenaria, ho percepito come l'affetto collegiale fosse anche una calda accoglienza e un affetto fraterno da parte dei vescovi. Sono stato accolto all'Assemblea non solo come una persona che di diritto vi ha preso parte, ma soprattutto come una persona che \u00e8 stata accolta cordialmente. Ho sentito dire da altri vescovi che anche loro hanno avuto questa impressione. I vescovi sono uniti non solo dal dovere pastorale, ma anche da legami di affetto e da un atteggiamento personale di condivisione del lavoro e delle speranze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Secondo l'attuale Piano Pastorale della CEE, quali sono le principali difficolt\u00e0 della Chiesa in Spagna?<\/strong> -Noi vescovi siamo da tempo convinti che l'evangelizzazione nella situazione attuale, la nuova evangelizzazione, sia la sfida pi\u00f9 urgente e fondamentale per i cattolici in Spagna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La trasmissione della fede cristiana alle nuove generazioni \u00e8 un compito decisivo. La famiglia, in questo compito come nell'educazione dei bambini in generale, \u00e8 insostituibile. Siamo preoccupati per l'indifferenza religiosa e la dimenticanza di Dio. L'ultimo Piano pastorale, approvato pochi mesi fa, si muove in questa direzione. Vogliamo realizzare una revisione che porti a una conversione pastorale delle forme, dei canali istituzionali, delle difficolt\u00e0 e delle esperienze gioiose in questo ordine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Favorire la comunione nella Chiesa, testimoniare il Vangelo, celebrare i sacramenti con maggiore autenticit\u00e0 ed essere coerenti nel servizio della carit\u00e0 e della misericordia verso tutti e in particolare verso i pi\u00f9 poveri, gli emarginati e i lontani, sono compiti che abbiamo svolto e che desideriamo intensificare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A marzo&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/2005\"><strong>2005<\/strong><\/a><strong> lei \u00e8 stato eletto presidente della CEE; il <\/strong><a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/13_de_marzo\"><strong>13 marzo<\/strong><\/a><strong>&nbsp;da&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/2010\"><strong>2010<\/strong><\/a><strong>Il 12 marzo 2014 \u00e8 stato nominato arcivescovo di Valladolid e il 12 marzo 2014 \u00e8 stato rieletto per un secondo mandato come presidente dell'episcopato. Come valuta questi ultimi due anni alla guida della CEE?&nbsp;<\/strong> -Aggiungerei un'altra data di marzo alla mia biografia personale: il 28 marzo 1988 il nunzio mi inform\u00f2 della decisione del Papa di nominarmi vescovo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho notato una comunione pi\u00f9 calda tra tutti noi. Il realismo missionario ci porta ad accentuare la nostra fiducia nella luce e nella forza del Signore per affrontare il lavoro quotidiano per il Vangelo. In altri tempi - ad esempio negli anni del Concilio - la speranza era alimentata dall'euforia; nel nostro tempo, la speranza autentica \u00e8 messa a dura prova. Ci stiamo concentrando sui compiti e sugli atteggiamenti fondamentali per essere pi\u00f9 umilmente evangelici. La nostra debolezza ci spinge a confidare nella forza di Cristo. Papa Francesco, con la sua vita e le sue parole, ci aiuta efficacemente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Negli ultimi anni il numero di vocazioni sacerdotali in Spagna \u00e8 in leggera crescita. Come vede il panorama vocazionale?&nbsp;<\/strong> -Da molto tempo ormai soffriamo di una grave crisi vocazionale per quanto riguarda le vocazioni al ministero sacerdotale e alla vita consacrata. Ci sono alcune eccezioni che, rispetto agli anni di straordinaria abbondanza, non sono poi cos\u00ec male. Ci sono alcune comunit\u00e0 religiose che sono pi\u00f9 vigorose, ma in generale soffriamo di carenze. Questa scarsit\u00e0 non significa un calo della fedelt\u00e0. A volte c'\u00e8 una ripresa, ma non credo sia significativa dal punto di vista del decollo professionale. La crisi dei seminaristi \u00e8 probabilmente una crisi dei sacerdoti, e la crisi dei sacerdoti \u00e8 una crisi delle comunit\u00e0 cristiane.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro per le vocazioni sacerdotali \u00e8 stato molto intenso per molti anni. Le sofferenze pi\u00f9 sensibili dei vescovi sono legate ai seminari. La pastorale vocazionale deve coinvolgere famiglie, catechesi, parrocchie, movimenti apostolici, comunit\u00e0. Abbiamo bisogno di una \"cultura vocazionale\", cio\u00e8 di un ambiente ampio, di una rete di sforzi coordinati e di cristiani che convergono in questo campo pastorale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il tema della religione continua a soffrire in alcuni luoghi, soprattutto a causa della diversa applicazione della legge nelle varie Comunit\u00e0 Autonome. Perch\u00e9 viene rifiutato da alcuni?&nbsp;<\/strong> -I genitori hanno il diritto di educare i figli alle loro convinzioni; l'ambiente culturale in cui viviamo riconosce teoricamente questo diritto, ma non sempre agisce in modo coerente per metterlo in pratica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema della religione nelle scuole non \u00e8 un privilegio, ma un diritto che di fatto \u00e8 un servizio agli alunni, alle famiglie e alla societ\u00e0 nel suo complesso. \u00c8 una soluzione ragionevole renderla obbligatoria per le scuole pubbliche e una libera scelta per i genitori ed eventualmente per i loro figli. Ma questo approccio non viene sempre rispettato fedelmente, quindi perch\u00e9 quando c'\u00e8 una percentuale cos\u00ec alta di domande, questa richiesta veramente democratica viene talvolta negata?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si comprende anche che la realizzazione di questo diritto all'educazione religiosa richiede la qualit\u00e0 dell'insegnamento della religione. Chiedo pi\u00f9 rispetto per il diritto dei genitori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per esempio, cosa pensa del fatto che la Corte costituzionale non abbia ancora risolto il ricorso contro la legge sull'aborto?&nbsp;<\/strong> -Pubblicamente, come presidente della Conferenza episcopale, in un discorso all'apertura dell'Assemblea e in altre occasioni, ho espresso la mia opinione in merito. \u00c8 questo: non capisco, non so perch\u00e9 la legge che \u00e8 stata impugnata quando eravamo all'opposizione non sia stata cambiata quando abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di governare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il diritto alla vita, dal grembo materno alla morte naturale, \u00e8 un diritto inviolabile. L'edificio dei diritti umani vacilla quando non viene rispettato il pi\u00f9 fondamentale dei diritti. Come ha ripetuto Papa Francesco, la madre che si trova in una situazione di disagio per accogliere il proprio figlio non ancora nato deve essere aiutata. La Chiesa ha alcune risorse per aiutare e, anche se limitate, sono efficaci. Ci sono centri che forniscono un servizio fondamentale per la vita del bambino e la fiducia della madre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come vede la situazione socio-economica e di disoccupazione nel nostro Paese e pensa che si stia facendo abbastanza per i pi\u00f9 svantaggiati?<\/strong> -\u00c8 una domanda difficile, perch\u00e9 include un ingrediente di generosit\u00e0 da condividere e un fattore di lavoro tecnico che complica le cose. La Conferenza episcopale affronta questa questione nell'Istruzione pastorale <em>\"La Chiesa al servizio dei poveri\",<\/em> che \u00e8 stato reso pubblico in aprile ad Avila.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La percentuale di disoccupati, soprattutto giovani, \u00e8 molto alta nel nostro Paese, anche se dobbiamo riconoscere il lento e costante calo degli ultimi anni. Approfondiamo nell'Anno della Misericordia la nostra attenzione ai poveri e ai disoccupati, con la chiara consapevolezza che i beni della creazione sono per l'intera umanit\u00e0. Coltiviamo la solidariet\u00e0 tra tutti, con chi \u00e8 vicino e con chi \u00e8 lontano; e uniamo gli sforzi tecnici senza cadere in ideologie che oscurano sia i problemi che le soluzioni. L'elevata disoccupazione \u00e8 un compito di tutti noi e colpisce molte persone, privandole delle risorse necessarie e del giusto riconoscimento della loro dignit\u00e0. Come possono i giovani creare una famiglia senza risorse sufficienti?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come vede l'attuale situazione politica?<\/strong> -Vedo la situazione con preoccupazione, non tanto per la mappa politica senza precedenti risultante dalle elezioni generali del 20 dicembre, ma per le immense difficolt\u00e0 che i leader politici stanno mostrando nel riunirsi, dialogare e cercare insieme la soluzione pi\u00f9 appropriata. \u00c8 triste quando, giorno dopo giorno, si scannano e rimandano gli insostituibili dialoghi necessari per trovare una via d'uscita che dia a tutti noi serenit\u00e0 e fiducia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non spetta alla Conferenza episcopale indicare la strada da seguire; rispettiamo tutte le parti e non ne escludiamo n\u00e9 poniamo veti. I cittadini, che siamo anche noi, hanno votato e noi rispettiamo il verdetto delle urne. Siamo pronti a collaborare con il governo che si former\u00e0 per il bene della societ\u00e0. Le cause della giustizia, della libert\u00e0, della riconciliazione e della pace sono anche le nostre cause, sia in termini di etica generale che di esigenze evangeliche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Da diversi partiti politici si levano voci a favore dell'abrogazione o della revisione degli accordi dello Stato con la Santa Sede. Queste dichiarazioni sono preoccupanti per la CEE?<\/strong> -Vorrei chiedere perch\u00e9 questa domanda compare sulla pubblica piazza ogni volta che alcuni gruppi avanzano proposte per il futuro. Gli accordi sono cos\u00ec dannosi per la societ\u00e0? Non sono stati una formula ragionevole sulla strada di relazioni rispettose e concordanti? Gli accordi sono una risorsa facile o un'esca per scaldare gli animi? Queste manifestazioni politiche hanno lo scopo di denunciare gli accordi, di romperli, di rivederli? L'opinione pubblica deve essere informata in modo chiaro e non in un'atmosfera nebbiosa che genera confusione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D'altra parte, gli attuali accordi sono in linea con la Costituzione, forgiati in un clima di consenso e approvati da tutti gli spagnoli. La nostra storia non pu\u00f2 consistere nel tessere e disfare, come fece Penelope, seminando insicurezza e incertezza. <\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Las Conferencias Episcopales surgen del Concilio Vaticano II, que concluy\u00f3 el 8 de diciembre de 1965. S\u00f3lo dos a\u00f1os despu\u00e9s tuvo su inicio la primera Asamblea Plenaria de la Conferencia Episcopal Espa\u00f1ola, que se prolong\u00f3 desde el 26 de febrero de 1967 hasta el 4 de marzo. 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