Uno sguardo cattolico sul presente

La menzogna originale

Viviamo una vera onestà, con noi stessi e con chi ci circonda? O abbiamo paura di affrontare la verità del nostro cuore?

Antonio Moreno

1° marzo 2021

Foto: Annie Spratt / Unsplash

Immaginate un mondo in cui a nessuno è permesso mentire, non perché sia proibito o immorale, ma perché i suoi abitanti non hanno la capacità intellettuale di dire qualcosa di non vero. Questo è l'argomento di "Incredibile ma non vero"in Spagna o "La menzogna originale"in America (2009. Prime Video e Netflix). I cittadini di questo curioso universo dicono la loro opinione senza alcun tipo di freno, anche sapendo che le loro opinioni possono ferire il loro interlocutore - "quel vestito ti fa ingrassare" - o essere dannose, come nel caso di un ladro che è costretto a dare il suo vero nome quando viene colto in flagrante. Anche la pubblicità è incredibilmente divertente, con slogan come "Coca, un po' di dolcezza" o "Pepsi, quando non hanno la Coca". Il nodo nasce quando il protagonista scopre improvvisamente di poter dire bugie, e tutti ci credono, perché nessuno diffida di nessuno perché nessuno mente. Sfruttando l'aperta onestà della storia, dirò che il film non è un granché, ma fa riflettere.

Ci fa pensare al mondo di bugie che abbiamo creato per coprire la nostra vergogna come società. Chiamiamo democrazie le oligarchie dominate da élite ideologiche ed economiche; chiamiamo relazioni amorose quelle di convenienza; chiamiamo religione i rituali che placano la nostra coscienza ma che non ci coinvolgono...

In particolare, il nostro vero volto è nascosto dietro una moltitudine di maschere. A volte, dietro la maschera di una persona gentile e premurosa, c'è qualcuno che giudica costantemente il suo interlocutore e finge di essere attento per il proprio tornaconto; a volte, dietro la maschera di una persona timida, c'è una persona orgogliosa che ha paura di parlare per non rivelare di non essere così superiore come crede.

Le bugie di cui ci circondiamo davanti agli altri diventano un problema quando ne siamo convinti. Un'immagine distorta di noi stessi ci farà vivere in un mondo parallelo, come quello del film, ma non reale. Se arrivo a credere di fare tutto bene, tutti i problemi che mi circondano saranno colpa degli altri: divorzio, per colpa di mia moglie; frodo, per colpa del fisco; tratto male i miei dipendenti, per colpa del loro disinteresse...

In questo tempo di Quaresima, siamo invitati a un esercizio molto utile per uscire dal film che ci siamo fatti nella testa e recuperare il senso del giudizio. L'estrema sincerità che l'esame di coscienza del sacramento della riconciliazione comporta ci aiuterà a togliere la maschera davanti a noi stessi, perché Dio non si lascia ingannare.

Dire i propri peccati al confessore e fare penitenza è relativamente facile; ciò che è difficile è affrontare con sincerità ciò che siamo, la verità che c'è nel nostro cuore, da cui provengono i cattivi pensieri, gli omicidi, gli adulteri, le fornicazioni, i furti, la falsa testimonianza e la calunnia (cfr. Mt 15,19).

Se, dopo aver dato uno sguardo onesto a noi stessi, non c'è dolore nel nostro cuore, siamo ancora nella menzogna originale. Facciamo una risoluzione di modifica.

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