Uno sguardo cattolico sul presente

Scienziati cattolici: José de Zaragoza

José de Zaragoza era un gesuita, matematico e astronomo, legato al movimento dei novatores, che cercavano di rinnovare la scienza spagnola.

Omnes

5 maggio 2026

José de Zaragoza

José de Zaragoza (Valencia, 1627 - Madrid, 1679) è stato un gesuita, matematico e astronomo spagnolo del XVII secolo, legato al movimento dei novatores, che cercavano di rinnovare la scienza spagnola attraverso metodi più empirici e razionali di quelli in uso all'epoca.

La sua formazione inizia all'Università di Valencia, dove ottiene il dottorato in filosofia. In seguito gli fu offerta la possibilità di assumere la cattedra di matematica presso l'università, ma rifiutò perché più interessato alla teologia, il che riflette il profondo impegno verso la sua fede cattolica che avrebbe guidato tutta la sua carriera.

Nel 1651 entrò nella Compagnia di Gesù. Attraverso questa istituzione insegnò in diverse scuole dell'ordine, in città come Calatayud, Maiorca, Barcellona e la stessa Valencia.

Acquisì anche altre cariche: nel 1667 fu nominato membro del Consiglio Reale delle Miniere, un anno dopo qualificatore del Sant'Uffizio, e dal 1670 insegnò matematica al Collegio Imperiale di Madrid, dove ebbe come allievo il viceré Diego Felipe de Guzmán, marchese di Leganés, che divenne suo protettore. La regina lo nominò addirittura insegnante di matematica del figlio Carlo II. Ciò non è strano se si considera che pubblicò diverse opere matematiche con intenti didattici e innovativi, tra cui Arithmetica universalis (1669), Trigonometria (1672) y Tabelle di logaritmi (1672). Inoltre, scrisse anche opere di carattere investigativo, tra le quali spiccano le seguenti Geometria magna in minimis (1674), dove introdusse il concetto di centro minimo di un sistema di punti, utilizzato per ottenere risultati come il Teorema di Ceva. Come astronomo, si distinse per il suo approccio empirico e osservativo. Costruì potenti telescopi per studiare le comete (fu il primo ad avvistare la cometa del 1677) e altri fenomeni celesti, riportando le sue osservazioni all'Accademia di Belle Arti. Accademia delle Scienze di Parigi. Infine, il suo trattato Sfera comune celeste e terrestre (1675) riflette un approccio moderno, basato su dati osservativi, e mostra la sua posizione critica nei confronti della cosmologia classica, sebbene abbia sempre mantenuto un approccio cauto all'eliocentrismo.

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